14 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
Ha governato Cuba per quasi 50 anni

Addio a Fidel Castro, il Lìder della «Revolucion» fra utopia e contraddizioni

Chi era Fidel Castro, Lìder Maximo cubano morto all'età di 90 anni. Contraddizioni incarnate dalla figura del lìder maximo che anche quando cede il potere al fratello Raul nel 2008 a causa delle condizioni di salute sempre più precarie resta il simbolo indiscusso di Cuba.

L'AVANA - Il padre della «Revolucion» nasce nel 1926, figlio di un immigrato spagnolo e della sua seconda moglie. Fidel Castro, l'uomo che porterà Cuba al centro della politica internazionale rendendola protagonista degli equilibri mondiali, cresce nel podere di famiglia con i suoi fratelli e studia in collegio dai gesuiti. Tra i corridoi dell'Università dell'Avana, dove si laurea in legge, viene a contatto con le teorie marxiste e si accende la sua passione politica.

La storia mi assolverà
La strada che lo porterà a governare Cuba per circa 50 anni comincia con la lotta al regime di Fulgencio Batista: Castro imbraccia le armi e dopo un fallito attacco alla caserma Moncada viene incarcerato, non prima di aver pronunciato davanti al tribunale la celebre frase «La storia mi assolverà». Libero grazie ad un'amnistia fugge dal Paese per tornarci nel '56 con Ernesto Che Guevara e un'altra manciata di uomini a bordo del battello Granma. Una volta preso il potere nel '59 Castro dà il via alla riforma agraria, con espropri e ridistribuzione della terra, alle nazionalizzazioni, al miglioramento del sistema scolastico e sanitario.

Baluardo del comunismo e dell'anticapitalismo
Cuba diventa un baluardo comunista e anticapitalista in Occidente sovvenzionato dall'Unione Sovietica e nemico degli Stati Uniti. Col suo potente vicino ingaggia un braccio di ferro che negli anni sfocia nel fallito attacco della Baia dei Porci architettato dalla Cia, nella crisi dei missili che nel pieno della guerra fredda porta il mondo sul baratro del conflitto nucleare e nell'ultra decennale embargo americano.

Voci di dissenso
La Cuba di Fidel sopravvive a tutto questo, compreso lo sgretolamento dell'Urss, anche se con la chiusura dei rubinetti russi l'economia cubana subisce un duro colpo da cui non riesce a riprendersi. Fidel resiste anche alle voci di dissenso interne che chiedono più diritti e riforme nel paese. Associazioni come Amnesty international denunciano un aumento negli anni di «casi di persecuzione e di detenzione di attivisti politici, giornalisti e blogger».

Lìder maximo
Contraddizioni incarnate dalla figura del lìder maximo che anche quando cede il potere al fratello Raul nel 2008 a causa delle condizioni di salute sempre più precarie resta il simbolo indiscusso di Cuba.