17 giugno 2019
Aggiornato 08:30
In occasione ha tenuto un discorso

Cuba, Kerry riapre l'ambasciata Usa e segna la storia

Sono stati proprio i tre marine che l'avevano abbassata nel 1961, Jim Tracy, F.W. Mike East e Larry C. Morris, a innalzare nuovamente la bandiera statunitense davanti alla facciata dell'ambasciata americana all'Avana

L'AVANA (askanews) - Sono stati proprio i tre marine che l'avevano abbassata nel 1961, Jim Tracy, F.W. Mike East e Larry C. Morris, a innalzare nuovamente la bandiera statunitense davanti alla facciata dell'ambasciata americana all'Avana. Una giornata storica, a 54 anni dalla fine dei rapporti diplomatici fra Washington e Cuba, alla quale ha presenziato il segretario di Stato Usa John Kerry, il primo rappresentante della diplomazia americana a mettere piede sull'isola dal 1945.

Discorso in spagnolo
«E' bellissimo essere qui. Si tratta di un momento storico che segna la ristabilizzazione delle relazioni diplomatiche dopo 54 anni», ha detto Kerry pronunciando il suo discorso in spagnolo. «Un'occasione memorabile, il giorno per mettere da parte tutte le bandiere. Sappiamo che il cammino sarà ancora lungo, ma porterà benefici a tutti i nostri cittadini».

Evento storico
Il segretario di Stato americano, chiamato a rappresentare Washington in una delle tappe più simboliche del processo di riavvicinamento fra i due ex nemici della Guerra Fredda, ha ricordato i momenti peggiori dei rapporti con Cuba, dagli eventi della Baia dei Porci nel 1961 alla crisi dei missili nel 1962, «che ci portò sull'orlo della guerra nucleare». Kerry ha aggiunto che «il futuro di Cuba deve essere realizzato dai cubani», ma che gli Stati Uniti continueranno a fare pressione sul governo dell'Avana per le riforme, specialmente quelle sui diritti umani, «in modo che tutti siano liberi di praticare la propria fede, di scegliere il proprio leader». Il rappresentante della diplomazia americana ha anche ringraziato anche il Santo Padre e il Vaticano per aver sostenuto il processo, sottolineando come «non è un caso che papa Francesco sarà qui in visita presto».