27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Irlanda

L'Irlanda allarga l'aborto: per i movimenti pro-vita «una tragedia di proporzioni storiche»

Quasi 3,5 milioni di irlandesi sono stati chiamati alle urne per il referendum sulla legalizzazione dell'aborto

DUBLINO - Quasi 3,5 milioni di irlandesi sono stati chiamati alle urne per il referendum sulla legalizzazione dell'aborto, in un paese a forte tradizione cattolica che tre anni fa ha approvato i matrimoni gay. Il sì ha vinto. Il primo ministro irlandese Leo Varadkar ha dichiarato che il "sì" rappresenta "il culmine di una rivoluzione silenziosa». "Quello che vediamo oggi è il culmine di una rivoluzione silenziosa che si è svolta in Irlanda negli ultimi 10 o 20 anni", ha detto Varadkar al canale pubblico RTE. "Invece di dire prendi la nave, ora stiamo dicendo, prendi le nostre mani e ci prenderemo cura di te"  ha commentato il ministro della Salute irlandese Simon Harris parlando alla radio RTE rispetto a quello che significherà per le decine di migliaia di donne costrette ad andatre all'estero per abortire fino ad oggi.

66% di sì
Il 66% degli irlandesi ha votato in favore della liberalizzazione dell'aborto in Irlanda, secondo i risultati definitivi sul referendum comunicati oggi. La vittoria del "Sì" era attesa ma è stata più ampia del previsto. Con l'abrogazione dell'articolo 8 della Costituzione irlandese l'interruzione di gravidanza sarà permessa entro le prime 12 settimane e tra la 12esima e la 24esima in circostanze eccezionali.

Il premier: svolta rivoluzionaria
Intervenendo su radio Newstalk, il premier Leo Varadkar aveva invitato gli elettori a cogliere "l'opportunità di una volta nella vita" per cambiare la legge che oggi consente l'interruzione di gravidanza solo in caso di rischi per la vita della madre, sottolineando che in caso di vittoria del "no" non ci sarebbe stato un secondo referendum. La legge in vigore fino ad oggi, tra le più restrittive in Europa, non contemplava stupro, incesto o malformazione del feto tra le ragioni legali per interrompere la gravidanza. Ogni anno migliaia di donne irlandesi si recano all'estero, soprattutto nel Regno Unito, per abortire.

La reazione dei movimenti pro-vita
Il portavoce del movimento pro-vita "Save The 8th", John McGuirk, ha ammesso la sconfitta della sua campagna nel referendum. In una nota del movimento si legge che "quello che hanno causato gli elettori irlandesi ieri è una tragedia di proporzioni storiche. Ma una cosa sbagliata non diventa giusta soltanto perché la sostiene una maggioranza». "Presto verrà introdotta una legge che consentirà di uccidere i bambini nel nostro Paese - recita ancora il documento - l'aborto era sbagliato ieri. Resta sbagliato oggi. La Costituzione è cambiata ma non i fatti".