16 ottobre 2019
Aggiornato 06:00
La rivelazione del Times

Isis, la nuova agghiacciante frontiera dell'orrore: ecco cosa fa ai propri prigionieri

Secondo il Times, l'Isis starebbe usando i propri prigionieri come cavie umane per testare le nuove armi chimiche che avrebbe a disposizione. E l'obiettivo finale sarebbe a dir poco agghiacciante

BAGHDAD - Un nuovo capitolo della saga degli orrori dell'Isis si apre con la rivelazione del quotidiano britannico Times. Che pubblica in queste ore una agghiacciante rivelazione che sta facendo il giro del web e dei media. Perché non bastano gli attentati, le decapitazioni, le impiccagioni e le lapidazioni: per il quotidiano, lo Stato islamico starebbe sperimentando nuove armi chimiche, per di più sui propri prigionieri, usati come vere e proprie "cavie umane».Molti di loro sarebbero morti dopo un'agonia lunga anche dieci giorni. Secondo il Times, la scoperta sarebbe stata fatta all'università di Mosul, capitale irachena dell'Isis, da mesi teatro di una durissima battaglia contro i jihadisti. Nell'ateneo, infatti, le forze speciali di Baghdad avrebbero trovato alcuni documenti che testimonierebbero questa mostruosa pratica dello Stato islamico. Qualche segnale in questo senso, in effetti, era già emerso: perché quando lo scorso gennaio l'esercito iracheno conquistò l'Università di Mosul, i soldati scoprirono nell'ambiente tracce di agenti chimici come l'iprite. I laboratori dell'università, peraltro, erano stati convertiti in siti dove venivano sviluppate armi chimiche.

Particolari agghiaccianti
Le rivelazioni del quotidiano britannico proverrebbero dunque dagli apparati di sicurezza americani e britannici che avrebbero visionato i documenti. Documenti che conterrebbero particolari agghiaccianti: i jihadisti, ad esempio, avrebbero avvelenato per giorni i pasti dei prigionieri con composti di pesticidi, tallio, nicotina e altre sostanze, e le loro vittime sarebbero morte dopo lunghe agonie, durate anche settimane. Non solo: i miliziani dell'Isis parlano di «arma letale ideale» e sostengono di essere in possesso «di diverse soluzioni» per raggiungere i propri scopi. Uno scenario che il Times ha paragonato al nazismo, definendolo «un salto indietro».

L'Isis avvelenerà cibi e bevande in Europa e Stati Uniti?
Secondo i file visionati dal quotidiano britannico, lo scopo finale sarebbe un attacco chimico contro obiettivi occidentali. Un attacco realizzato contaminando cibo e bevande in Europa e Stati Uniti, uno degli scenari peggiori di sempre. Del resto, l'Isis è già sospettata di aver utilizzato agenti chimici contro i suoi nemici in Siria e in Iraq. Non solo: qualche giorno fa, secondo la Cnn, Daesh avrebbe riunito a Raqqa, sua capitale siriana, i suoi principali esperti chimici, per prepararli a risponderli all'imminente attacco della coalizione guidata dagli Usa.