28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Ecco qual è stata la sua strategia politica

Tutto quello che c'è da sapere su Marine Le Pen, la donna che vuole riportare la Francia alla sovranità

La leader dell'estrema destra francese Marine Le Pen si trova oggi al secondo turno delle presidenziali francesi, come fu, nel 2002, per il padre Jean-Marie, che poi perse contro Jacques Chirac. Chi è e cosa ha fatto la donna che vuole ridare sovranità alla Francia

PARIGI - Capitalizzando sul malcontento dei francesi per la crescente disoccupazione che oggi sfiora il 10% e la sicurezza/immigrazione, dopo l'ondata di attentati, e attingendo a piene mani al vento nazional-populista che ha investito l'Europa e non ultimi gli Usa, la leader dell'estrema destra Marine Le Pen si trova oggi al secondo turno delle presidenziali francesi, anche se alla vigilia del voto appare distaccata di oltre 20 punti dal rivale centrista Emmanuel Macron.

La strategia
Stando ai sondaggi, Marine Le Pen sembra dover pertanto rinunciare al sogno di approdare all'Eliseo che fu anche del padre, Jean-Marie Le Pen, 15 anni fa, quando inaspettamente fu catapultato al ballottaggio delle presidenziali, che poi perse contro Jacques Chirac. Al di là dei risultati finali, molto meno inaspettata è stata questa affermazione di Marine alla luce della attuale congiuntura e degli sforzi di anni profusi a «dediaboliser» il Front national (Fn) che la hanno portata a prendere le distanze dal padre al punto che oggi i due, un tempo alleati di ferro, non si rivolgono più la parola. Dal 2011, anno in cui è succeduta al padre alla guida del Front national, ha messo alla porta i dirigenti più radicali, gli antisemiti, i nostalgici dell'Algeria francese, i cattolici integralisti. Una strategia che ha pagato: il partito ha guadagnato punti costantemente ad ogni appuntamento elettorale. Come puntualmente anche a queste inedite presidenziali.

La campagna
Per questo scrutinio, la figlia del co-fondatore del Front national è andata tra la gente facendo proprie le sue istanze, e costruendo una campagna nazionalista, anti-immigrazione, anti-europeista e protezionista, proponendo di uscire dall'euro, dall'Ue, di tassare i prodotti importati, di sospendere gli accordi di libera circolazione di Schengen, di nazionalizzare le industrie che delocalizzano, di espellere gli stranieri schedati per radicalizzazione ecc. Ha anche avuto il coraggio a sparare a zero sulla magistratura, uno dei pilastri intoccabili della «Republique». Sospettata di impieghi fittizi al Parlamento europeo, si è rifiutata di recarsi ad una convocazione dei giudici francesi dicendosi vittima di una «cabala politica».

Trasferte all'estero
Alla ricerca di una credibilità sulla scena internazionale, Le Pen ha organizzato diverse trasferte all'estero. A gennaio si è fatta fotografare nella hall della Trump Tower a New York, senza però incontrare il presidente eletto. In Libano a febbraio, si è rifiutata di indossare il velo per incontrare il mufti della Repubblica. A fine marzo l'incontro con Vladimir Putin a Mosca, a cui guarda come ad un uomo foriero di una "nuova visione" di un "mondo multipolare".

Famiglia
Due volte divorziata e madre di tre figli, è oggi legata ad uno dei vice presidenti del partito, Louis Aliot. Originariamente non era lei la sorella destinata alla politica: Marie-Caroline avrebbe dovuto prendere le redini di un partito dominato per circa 40 anni dal loro padre. Ma la vita politica tumultuosa dell'Fn e le beghe familiari hanno spianato la strada a Marine e al suo temperamento vulcanico. La si vide all'opera per la prima volta nel maggio 2002, la sera del secondo turno delle presidenziali, quando difese il padre, appena sconfitto da Chirac, con le unghie e con i denti.