24 maggio 2024
Aggiornato 01:00
Meshkov: portano indietro di 100 anni, dopo Rivoluzione Ottobre

Mosca attacca la Nato: la mobilitazione ai nostri confini ricorda gli eventi di un secolo fa

Il vice ministro degli Esteri russo Alexei Meshkov commenta con un paragone storico le controverse attività dell'Alleanza Atlantica ai confini della Russia

MOSCA - Le attività della Nato sul confine russo fanno pensare a «un intervento straniero in Russia». Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Alexei Meshkov in un'intervista a Interfax, osservando invece che «la principale minaccia per la sicurezza internazionale è un nemico comune: il terrorismo internazionale».

Déja vu
Meshkov, vice ministro degli Esteri ha dichiarato: «Guardando i preparativi di guerra che la Nato (organizza) sui nostri confini, per di più, in una composizione multietnica, volontariamente o involontariamente ha ricordato gli eventi di un secolo fa, e la preparazione dell'intervento militare straniero in Russia durante la guerra civile nel nostro paese» scoppiata in seguito alla Rivoluzione d'ottobre (6-8 novembre 1917) e alla presa del potere da parte dei bolscevichi.

La guerra civile russa
La Guerra civile russa fu combattuta tra questi ultimi e vari gruppi controrivoluzionari, detti «Bianchi», appoggiati da una coalizione di paesi come Regno Unito, Stati Uniti d'America e Francia. L'Alleanza dal canto suo ha più volte sottolineato il compito fondamentale di difendere tutti gli alleati da ogni minaccia, sia che venga da Sud, con i subbugli e le violenze in Nord Africa e Medio Oriente, o con una «Russia più assertiva a Est». In sostanza, su richiesta dei Paesi baltici, la Nato ha fornito quella che viene indicata come «deterrenza credibile», dislocando truppe nelle immediate vicinanze della Federazione guidata da Vladimir Putin. Il messaggio, secondo gli euroatlantici, è che un attacco contro un alleato farebbe scattare una risposta di tutti gli alleati.