25 marzo 2019
Aggiornato 01:00
Giornale pubblica lettere tra azienda e gruppo terroristico

Siria, l'accusa shock di Le Monde: la società francese Lafarge in affari con l'Isis

Secondo Le Monde, Lafarge, società francese per la produzione di cemento, ha stipulato accordi con gruppi armati in Siria, compreso lo Stato Islamico (Isis)

PARIGI - Lafarge, società francese per la produzione di cemento, ha stipulato accordi con gruppi armati in Siria, compreso lo Stato Islamico (Isis); è questo, per proteggere i suoi gli interessi commerciali nel Paese arabo sconvolto da oltre cinque anni di guerra civile. A rivelarlo è, il quotidiano Le Monde.

Sicurezza
Interpellata da France Presse, l'azienda senza voler rispondere direttamente a queste accuse, si è limitata ad affermare che «la priorità assoluta di Lafarge è sempre stata quella di garantire la sicurezza e l'incolumità del suo personale».

Il cementificio
Al centro dei presunti «preoccupanti affari» di Le Monde è il cementificio che Lafarge ha acquistato nel 2007 a circa 150 chilometri a nord-est di Aleppo nel Nord del Paese: è così il cementificio di Jalabiya è entrato in funzione nel 2011. «Fino al 2013, la produzione andava avanti nonostante la crescente instabilità nella zona a causa della guerra civile iniziata nel 2011», ha scritto il quotidiano francese in un articolo pubblicato ieri. Nel 2013, l'Isis ha cominciato a prendere il controllo delle città e le strade intorno alla fabbrica.

Le prove
Le Monde afferma di aver visionato lettere inviate da responsabili di Lafarge in Siria che «rivelano accordi di Lafarge raggiunti con il gruppo jihadista di per garantire la produzione fino al 19 settembre 2014»: è proprio in questo giorno che lo stabilimento di Lafarge in Siria ferma tutte le sue attività.

Le accuse
In un caso, l'azienda francese, per chiedere l'accesso nello stabilimento dei suoi operai e di forniture, ha inviato un uomo di nome Ahmad Jaloudi in una missione «per ottenere il permesso dell'Isis per lasciare che i suoi impiegati passare i punti di controllo» dell'organizzazione terroristica. Stando a quanto afferma Le Monde, le lettere rivelano che la sede principale di Parigi di Lafarge era a conoscenza degli accordi. In un secondo caso, un «lasciapassare con un timbro IS e approvato del Responsabile della Finanza del (del gruppo) nella regione di Aleppo» conferma che la società francese aveva raggiunto un accordo con l'Isis per permettere la libera circolazione delle sue merci, afferma sempre il giornale. Stando a quanto scrive Le Monde, al fine di continuare a produrre cemento, Lafarge, avrebbe acquistato licenze e pagato tasse a intermediari dell'Isis ed anche a trafficanti di petrolio.

No comment
Lafarge - che nel 2015 si è fusa con il cementificio svizzero Holcim - pur confermando ad Afp che «tra il 2010 e il 2014», era proprietaria di un cementificio a Jalabiyeh non ha tuttavia voluto affrontare direttamente le accuse. «Quando i combattimenti si sono avvicinati alla fabbrica, la priorità assoluta di Lafarge era garantire la sicurezza del suo personale, mentre la chiusura della fabbrica era in fase di studio», ha detto la società. 

(Fonte Askanews)