23 giugno 2017
Aggiornato 13:30
Il presidente: non è guerra di religione

Obama: «La nostra missione è distruggere l'Isis, e ci stiamo riuscendo»

Il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato ai media che la lotta contro l'Isis prosegue, e i progressi sono significativi

NEW YORK - «La nostra missione è distruggere l'Isis». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in una dichiarazione ai media commentando la strage di Orlando, nella quale sono state uccise 49 persone che sabato notte si trovavano all'interno di un club gay della città della Florida. L'annuncio arriva dopo l'incontro di Obama con i suoi consiglieri per la sicurezza per rafforzare la lotta contro lo Stato islamico. «Abbiamo visto risultati significativi contro l'Isis che è sotto pressione come mai prima» e «nei mesi passati ho autorizzato l'impiego di un maggior numero di personale» e aumentato gli sforzi americani, ha detto il presidente.

Isis sulla difensiva
«L'Isis è sulla difensiva», ha detto Obama, visto che la strategia della coalizione internazionale sta funzionando e sta facendo perdere terreno, risorse e leader al gruppo terroristico. Il Presidente ha fatto notare che anche il numero di foreign fighter che vanno in Siria e in Iraq per combattere con il gruppo dello Stato islamico sono in diminuzione. «L'Isis ha perso circa la metà della popolazione e del territorio che controllava in Iraq e ne perderà ancora di più. L'Isis sta continuando a perdere anche terreno in Siria».

Contro l'Isis non una guerra di religione
Il presidente Obama si è quindi mostrato soddisfatto per i progressi fatti nella lotta contro lo Stato islamico, ma anche consapevole di stare conducendo una battaglia difficile. «Dobbiamo bloccare i finanziamenti dell'Isis, che sono la loro linfa vitale» ha aggiunto. «Non è una guerra di religione - ha aggiunto - sono criminali».

Dopo la strage
Parlando dell'uomo che ha ucciso 49 persone in un locale per omosessuali di Orlando, che ha giurato fedeltà all'Isis prima di morire, ha detto che i lupi solitari sono i più difficili da rintracciare ma che «stiamo facendo tutto ciò che è in nostro potere per fermare questo tipo di attacchi».