21 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
E ora la Norvegia potrebbe fare ricorso

Strage di Utoya, la corte: «Violati i diritti umani di Breivik»

Il tribunale distrettuale di Oslo ha stabilito che le condizioni di detenzione di Anders Behring Breivik sono inumane, dando così ragione al responsabile della strage di Utoya nella causa intentata contro il governo norvegese

OSLO - Vi ricordate la terribile strage di Utoya, in Norvegia? Nelle scorse ore è giunta in proposito una sentenza destinata a far discutere. Il tribunale distrettuale di Oslo ha stabilito che le condizioni di detenzione di Anders Behring Breivik sono «inumane», dando così ragione al responsabile della strage di Utoya nella causa intentata contro il governo norvegese.

Detenuto da 5 anni
Breivik è detenuto infatti in condizioni di isolamento da cinque anni; la corte ha tuttavia stabilito anche che il suo diritto alla corrispondenza non è stato violato, come sosteneva il 37enne neonazista. Breivik aveva chiesto infatti che venissero revocate le restrizioni imposte sulle sue comunicazioni con l'esterno, in modo da poter corrispondere con dei simpatizzanti: le autorità avevano respinto la richiesta per motivi legati alla sicurezza.

L'attentato
L'uomo è stato condannato nell'agosto del 2012 a 21 anni di carcere per un attentato dinamitardo avvenuto ad Oslo e costato la vita ad otto persone e per l'omicidio di altre 69 persone - per la maggior parte adolescenti - in una sparatoria in un campo estivo sull'isola di Utoya: la pena tuttavia potrà essere prolungata fino a che le autorità lo riterranno un individuo pericoloso.

La risposta della Norvegia
Ora la Norvegia valuterà se fare ricorso contro la sentenza. Un verdetto che ha scatenato molte polemiche, Breivik è in carcere con l'accusa di avere ucciso 77 persone, tra cui molti giovani. «In generale siamo molto sorpresi e in disaccordo col verdetto contro di noi - ha detto il procuratore Marius Emberland, che rappresenta lo Stato norvegese - Noi discuteremo del verdetto col nostro cliente, cosa che non abbiamo ancora fatto, e avremo una risposta il prima possibile». Una risposta che potrebbe essere un ricorso.

La causa
Breivik aveva fatto causa allo Stato denunciando le condizioni di detenzione, lamentandosi di dettagli come la qualità del cibo o il caffè freddo. Il governo si era difeso ribadendo la pericolosità dell'individuo e sottolineando gli agi a disposizione nella sua cella, tv, libri, una console per i videogiochi. Il giudice ha però stabilito che le sue condizioni di detenzione sono da considerarsi «inumane», mentre ha respinto la richiesta di Breivik che non gli venisse controllata la posta.