26 settembre 2020
Aggiornato 17:00
Nella notte sette arresti in Belgio e uno in Francia

Attacchi a Bruxelles, il punto a 3 giorni dalle stragi

Le indagini in corso sugli attentati di Bruxelles, costati la vita martedì scorso a 31 persone, hanno portato nella notte all'arresto di sette persone nella capitale belga e a Jette

BRUXELLES - Le indagini in corso sugli attentati di Bruxelles, costati la vita martedì scorso a 31 persone, hanno portato nella notte all'arresto di sette persone nella capitale belga e a Jette; un altro presunto jihadista è stato fermato in Francia, senza però alcun collegamento diretto alle stragi di Bruxelles e Parigi. Tre dei sospetti sono stati arrestati mentre erano a bordo di un'auto 'di fronte alla sede della Procura federale belga', ha riferito un portavoce; altri due sono stati fermati nel corso di una perquisizione a Bruxelles, un sesto in un blitz nel quartiere di Forest e l'ultimo a Jette. Un blitz è stato eseguito anche e Schaerbeek, senza però che vi siano stati arresti.

Caccia all'uomo
Intanto continua la caccia all'uomo per i due presunti terroristi non identificati ma che sono ricercati attivamente dopo gli attentati all'aeroporto di Zaventem e alla metropolitana di Bruxelles: attualmente infatti le uniche identificazioni ufficiali riguardano solo le tre persone che sono riuscite a far esplodere gli ordigni.

I 3 kamikaze
I tre kamikaze sono stati identificati come i fratelli Khalid e Ibrahim el Bakraoui - già noti alla polizia belga e considerati complici di Salah Abdeslam, il superstite delle stragi di Parigi arrestato la settimana scorsa a Bruxelles - e Najim Laachraoui, considerato l'artificiere degli attentati parigini. Ibrahim e Khalid sono stati i responsabili rispettivamente degli attentati all'aeroporto e alla stazione della metropolitana; Laachraoui è stato indicato come il secondo kamikaze di Zaventem.

Il terrorista arrestato in Francia
Il presunto terrorista arrestato questa notte a Parigi con l'accusa di voler organizzare un attentato in Francia era stato condannato in contumacia dalla giustizia belga nel luglio del 2015, insieme alla mente delle stragi di Parigi, Abdelhamid Abaaoud: lo hanno reso noto fonti della polizia francese. L'uomo, un cittadino francese identificato come Reda K., era stato coinvolto in un processo su una filiera di reclutamento di jihadisti per la Siria. L'arresto del presunto terrorista, avvenuto nella località di Argenteuil, ha permesso alla polizia di sequestrare una piccola quantità di esplosivi: secondo quanto reso noto dal ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, l'uomo sarebbe coinvolto 'ad alto livello' nella pianificazione di un attentato in Francia da parte di una cellula jihadista. Cazeneuve, che ha parlato di 'arresto molto importante' risultato di una 'costante e stretta cooperazione fra i servizi europei' ha tuttavia precisato che non vi sono 'prove tangibili' di un legame con le indagini sulle stragi di Parigi e Bruxelles.

L'interrogatorio di Salah
Nel frattempo la stampa belga ha riportato il contenuto del primo e finora unico interrogatorio cui il 19 marzo scorso è stato sottoposto Salah Abdeslam dopo il suo arresto, durato poco più di un'ora e nel quale non gli sarebbero state rivolte domande su eventuali minacce imminenti ma solo sul suo ruolo nelle stragi di Parigi Salah ha dichiarato che 'il responsabile' per gli attacchi di Parigi 'è Abaaoud', che per 'hotel e auto a noleggio' ha seguito le richieste di suo fratello Brahim e infine che avrebbe dovuto entrare nello Stade de France per farsi saltare in aria ma non aveva il biglietto. Molti dei dettagli forniti da Salah sono tuttavia in contrasto con i fatti e le prove raccolte nel corso delle indagini: ad esempio Salah precisato che 'il responsabile' degli attentati di Parigi 'è (Abdelhamid) Abaaoud. L'ho saputo da mio fratello Brahim. E' lui che mi ha spiegato che Abaaoud è il responsabile. Ho incontrato Abaaoud a Charleroi la notte tra l'11 e il 12 febbraio 2015. L'unica volta che l'ho visto in vita mia'. Eppure, i due uomini sono stati condannati insieme per rapina nel 2010. Salah ha poi assicurato di non conoscere i tre kamikaze del Bataclan ma ha confermato che 'nove persone più lui' facevano parte del commando. L'attentatore ha poi spiegato che dei tre uomini che erano in macchina con lui, conosceva soltanto 'Bilal Hadfi' e non 'gli altri due iracheni'. 'Dovevo entrare come spettatore allo stade de France. Ma non avevo il biglietto - ha aggiunto - Ho rinunciato e sono rimasto in macchina'. Dopo 'ho contattato una sola persona Mohammed Abrini'. Dai tabulati emerge però che Salah Abdeslam aveva contatatto anche Mohammed Amri e Hamza Attou per riuscire a scappare in Belgio. Dopo la fuga Salah si è nascosto 'da Mohamed Belkaid (ucciso il 15 marzo) a Schaerbeek, poi a Forest', ha ammesso confermando gli spostamenti. Sul fratello Brahim, Salah dice che è un punto centrale del suo coinvolgimento nell'operazione. Era su sua richiesta che Salah affittava appartamenti, stanze d'albergo o auto ed è stato Brahim, che si è fatto esplodere a Comptoir Voltaire, che ha preparato la sua 'cintura esplosiva'. Infine Salah ha assicurato di non riconoscere in foto Najim Laachraoui, presunto artificiere della cellula parigina, morto negli attentati della capitale belga. Secondo la stampa belga inoltre la polizia belga conosceva l'indirizzo dove si trovava Salah Abdeslam a Molenbeek dal 7 dicembre scorso, ma il fascicolo che conteneva l'informazione non è mai stato trasmesso all'anti-terrorismo: il comitato P, che controlla l'attività della polizia in Belgio, ha aperto un'inchiesta sulla nuova falla emersa nella sicurezza. La polizia ha smentito tuttavia di essere a conoscenza dell'indirizzo.

Le vittime
Per quel che riguarda le vittime, l'ultimo bilancio ufficiale, sebbene ancora provvisorio, parla di 31 morti (11 all'aeroproto e 20 a Maelbeek) e 150 feriti ancora ricoverati, tra cui 61 in terapia intensiva. Ancora nessuna conferma ufficiale della presenza fra le vittime di una cittadina italiana: viene data come dispersa Patricia Rizzo, 48enne di passaporto italiano la cui famiglia è originaria della Sicilia e che lavora all'Ercea, l'Agenzia esecutiva del Consiglio della ricerca Europea (Research Council Executive Agency), un organismo della Commissione Ue. La donna potrebbe essere una delle 20 vittime dell'attacco alla metropolitana, nessuna delle quali è stata ancora stata identificata dagli esperti forensi.

Iniziative politiche
Sul fonte politico, i Ministri degli Interni e della Giustizia riunitisi ieri a Bruxelles hanno deciso di istituire 'una squadra comune di collegamento di esperti nazionali antiterrorismo' provenienti dai diversi paesi Ue. La squadra comune di collegamento antiterrorismo sarà installata 'presso il centro europeo antiterrorismo (Ectc) di Europol', che ha sede all'Aia, in Olanda, 'con l'incarico di sostenere le autorità di contrasto degli Stati membri nelle loro indagini sulle più ampie dimensioni europee e internazionali dell'attuale minaccia terroristica', si afferma nelle conclusioni del Consiglio. Polonia e Ungheria dal canto loro hanno annunciato di voler adottare, alla luce degli attentati di Bruxelles, delle leggi antiterrorismo più severe già nelle prossime settimane, dopo che Varsavia aveva affermato per motivi di sicurezza di non voler più accogliere alcuno dei rifugiati previsti in base al piano di ridistribuzione dell'Ue. La proposta di legge che il governo polacco presenterà il mese prossimo prevede la possibilità di una chiusura temporanea delle frontiere e una sorveglianza rafforzata sui cittadini stranieri, secondo quanto spiegato dal ministro degli Interni, Mariusz Blaszcak; Varsavia auspica l'approvazione parlamentare entro maggio, prima cioè del vertice della Nato in programma nella capitale l'8 e 9 luglio e le Giornate Mondiali della Gioventù di Cracovia, dal 27 al 31 luglio, con la presenza di papa Francesco. Il governo ungherese da parte sua ha presentato un progetto di emendamento costituzionale che prevede il rafforzamento di alcuni strumenti nella lotta contro il terrorismo come la sorveglianza telefonica e la possibilità di seguire in tempo reale i conti bancari dei sospetti. Infine, l'aeroporto internazionale di Bruxelles-Zaventem non riaprirà al traffico passeggeri prima di lunedì: lo scalo rimarrà chiuso almeno fino a domenica compresa, dal momento che le indagini sono ancora in corso e l'ente di gestione non ha accesso ai locali aeroportuali, al momento dichiarati ancora inagibili.

(con fonte Askanews)