19 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Lotta Cruz-Rubio per il secondo posto, Carson verso il ritiro?

Usa 2016: domani i caucus in Nevada: Trump verso la vittoria?

Archiviati il voto in South Carolina e l'abbandono di Jeb Bush, i cinque candidati repubblicani rimasti in corsa per la nomination, in vista delle presidenziali statunitensi di novembre, sono già tutti in Nevada, dove domani sono in programma i caucus

NEW YORK- Archiviati il voto in South Carolina e l'abbandono di Jeb Bush, i cinque candidati repubblicani rimasti in corsa per la nomination, in vista delle presidenziali statunitensi di novembre, sono già tutti in Nevada, dove domani sono in programma i caucus. Tutti tranne John Kasich, già proiettato al 'Super Tuesday' del primo marzo, che oggi è atteso in Virginia.

Test importante
I caucus non hanno favorito Donald Trump in Iowa, visto che - a differenza delle primarie - è necessaria un'organizzazione e una presenza capillare, che gli sono mancate. Il Nevada, come poi il 'Super Tuesday', sarà un altro test importante per verificare la sua capacità organizzativa. La media dei sondaggi di Real Clear Politics disegna per il Nevada una situazione molto simile a quella vissuta in South Carolina, con Trump al 39% e in netto vantaggio, Ted Cruz al 23% e Marco Rubio al 19% in lotta per il secondo posto e, più distanti, Kasich al 9% e Ben Carson al cinque per cento.

La strategia di Cruz
Lo staff di Cruz, dopo aver danneggiato Carson prima dei caucus in Iowa, annunciando il prossimo ritiro dell'ex neurochirurgo, ha nuovamente provato a delegittimare la candidatura di un avversario, il più temibile Marco Rubio: il portavoce di Cruz, Rick Tyler, è stato costretto a tornare sui propri passi e a chiedere scusa dopo aver pubblicato su Facebook un video apparso su YouTube in cui hanno voluto far credere che il senatore della Florida stesse criticando la Bibbia, mentre stava dicendo esattamente il contrario. Ancora in corsa ma ormai 'invisibile' per media ed elettori, Carson potrebbe lasciare dopo il voto in Nevada, anche se ieri ha assicurato: «È troppo presto per arrendersi».

Il nodo Trump
Il 'problema' Trump, per i repubblicani che vi si oppongono, sta diventando sempre più ingombrante e la paura è che, se il campo degli avversari resterà diviso, il miliardario riuscirà ad avere successo. L'unica persona che potrebbe fermare Trump, secondo il New York Times, è lo stesso Trump, attraverso polemiche e dichiarazioni che potrebbero danneggiarlo. Quelle con il Papa che hanno preceduto il voto in South Carolina, però, non lo hanno fermato. Secondo il leader della maggioranza alla Camera, Kevin McCarthy, la corsa alla nomination repubblicana è ormai ridotta a Trump e Rubio, e ha poi detto di credere che il miliardario abbia «più del 50 per cento» di possibilità di farcela, esprimendo ottimismo sulla possibilità di lavorare con lui. Per il senatore Lindsey Graham, che ha ritirato la candidatura alla nomination il 21 dicembre, per poi appoggiare quella di Jeb Bush, sarebbe «fantastico» un ticket presidenziale «Kasich-Rubio» o «Rubio-Kasich». Inoltre, il senatore ha detto di augurarsi «un'alleanza Rubio-Kasich-Cruz» contro Trump, la cui presidenza «cambierebbe in peggio il partito».

(Con fonte Askanews)