16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
E ora rimangono in 7

Usa 2016, Chris Christie e Carly Fiorina abbandonano il campo

Un altro che se ne va. Il candidato alle primarie repubblicane, Chris Christie, ha abbandonato la corsa per la Casa Bianca ieri, nello stesso giorno in cui Carly Fiorina ha fatto altrettanto

NEW YORK - Un altro che se ne va. Il candidato alle primarie repubblicane, Chris Christie, ha abbandonato la corsa per la Casa Bianca ieri, nello stesso giorno in cui Carly Fiorina ha fatto altrettanto: è il decimo repubblicano a fare un passo indietro nelle elezioni presidenziali del prossimo novembre. In campo restano in sette.

Risultato deludente
Il governatore del New Jersey ha lasciato dopo il risultato deludente ottenuto martedì in occasione delle primarie del New Hampshire: un magro 7% di voti raccolti lo ha relegato ai bassifondi di un sesto posto. Uno smacco cocente, visto l'investimento massiccio (di tempo e danaro) da lui attuato negli ultimi mesi in seno al Granite State dove sperava (invano) di poter avviare una riscossa.

La storia
Quella di Chris Christie è una storia strana. Diventato governatore repubblicano del New Jersey nel 2010, vide man mano crescere la propria popolarità, che raggiunse picchi altissimi durante l'uragano Sandy che colpì il suo Stato e quello di New York alla fine dell'ottobre 2012: all'epoca aveva dimostrato di saper fronteggiare sul campo l'emergenza. Poi, è iniziato il declino. Lo scandalo Bridgegate, che segnò l'inizio del suo secondo mandato, gli gettò addosso una luce sinistra di bullo rancoroso e prepotente. Tutto questo mentre ampie frange del partito repubblicano iniziavano a voltargli le spalle, tacciandolo di essere un centrista sinistrorso, per di più amico del presidente democratico Barack Obama. Anche per questo, da quando si è candidato alle presidenziali nel giugno scorso è rimasto costantemente inchiodato nei sondaggi.

Aspirante leader dei moderati
Tentando di accreditarsi come leader del fronte moderato, a partire dall'autunno, la strategia di Christie è stata tutta protesa al tentativo di sfondare in New Hampshire. E per un certo periodo i sondaggi lo hanno anche premiato. Il governatore ha puntato tutto sull'immagine di governatore capace e candidato d'esperienza: deciso, energico, aggressivo.

Attacchi
Politico dal temperamento sanguigno, non si è difatti risparmiato negli attacchi contro colui che da settimane considerava ormai il suo rivale più pericoloso: Marco Rubio. Stipulata una santa alleanza con Jeb Bush, Christie ha letteralmente bersagliato il giovane senatore di Florida in un crescendo di polemiche culminate nel dibattito repubblicano di sabato scorso. Allora Christie aveva platealmente annientato Rubio, mettendolo efficacemente alla berlina per la sua inesperienza di candidato mediatico e preconfezionato.

L'epilogo
Ma alla fine a poco gli è servito. Perché di quella demolizione si è avvantaggiato Jeb Bush, il quale è riuscito a conquistare un dignitoso quarto posto in New Hampshire. I finanziatori, mai stati eccessivamente prodighi con Christie, gli hanno difatti chiuso definitivamente i rubinetti.

(Con fonte Askanews)