5 dicembre 2022
Aggiornato 02:30
L'ex presidente è l'arma segreta della candidata democratica

Trump attacca il «donnaiolo» Bill Clinton per colpire Hillary

La campagna elettorale di Hillary Clinton sta per intensificarsi e Donald Trump è pronto a metterle i bastoni tra le ruote. Come? Attaccando il marito e le sue scappatelle amorose.

NEW YORK - La campagna elettorale di Hillary Clinton sta per intensificarsi e Donald Trump è pronto a metterle i bastoni tra le ruote. Come? Attaccando il marito e le sue scappatelle amorose. Da gennaio la candidata democratica alle elezioni presidenziali del 2016 spedirà il coniuge Bill negli Stati chiave di Iowa e New Hampshire dove c'è un testa a testa nei sondaggi con lo sfidante Barnie Sanders, che a sua volta manderà in giro la moglie Jane per promuovere il senatore indipendente più longevo al Congresso Usa. La Clinton considera l'ex presidente degli Stati Uniti (Bill è stato il 42esimo) la sua «arma segreta». Lo sfidante repubblicano Donald Trump lo giudica invece una palla al piede che rischia di compromettere la corsa alla Casa Bianca dell'ex first lady. Il magnate newyorchese del real estate infatti intende approfittare di ogni possibile occasione per ricordare agli elettori statunitensi quanto Clinton sia stato infedele.

Arma segreta o ostacolo?
«Se Hillary crede di potere sguinzagliare suo marito con il suo terribile passato di abuso di donne e allo stesso tempo giocare il tema delle donne con me, si sbaglia!», ha scritto Trump in un post recente su Twitter. E domenica scorsa ai microfoni di FoxNews disse che «la sua presidenza è stata davvero problematica, per usare toni miti».

Lo scandalo
Il riferimento è a Monica Lewinsky, l'affaire esploso nel 1998 e che dominò il secondo mandato dell'allora presidente Bill Clinton. Il caso Lewinsky, all'epoca una stagista 22enne alla Casa Bianca, portò nello stesso anno all'impeachment dell'ex Commander in Chief alla Camera. L'anno successivo il Senato optò per l'assoluzione. Quello che è diventato forse lo scandalo sessuale più famoso d'America non fu però l'unico che chiamò in causa il marito di Hillary Clinton. Nel 1994, dopo la sua elezione alla presidenza Usa, contro di lui fu depositata una denuncia per molestia sessuale. A lanciarla fu Paula Jones, secondo cui Clinton l'aveva molestata e le aveva chiesto favori sessuali quando lui era governatore dell'Arkansas. Alla fine i due patteggiarono: l'ex presidente rigettò le accuse ma accettò di versare 850.000 dollari per archiviare la causa. E se Jones non lo accusò di stupro, a farlo fu Juanita Broaddrick mentre Kathleen Willey disse di essere stata palpeggiata.

Ricordi pericolosi
Questi ricordi sono già riemersi in campagna elettorale. All'inizio di dicembre, per esempio, un membro del pubblico chiese alla candidata Clinton se i suoi recenti commenti secondo cui «bisognerebbe credere a tutte le donne vittime di violenza» si applicavano anche a Jones, Broaddrick e Willey. Lei rispose: «Direi che bisogna credere a tutti prima, fino a quando vengono screditati in base alle prove». Ma è Trump ad essere particolarmente belligerante. Il controverso candidato repubblicano sembra ispirarsi a colui che un tempo fu il suo consulente politico: Roger Stone, strategist repubblicano che lavorò per Richard Nixon e Ronald Reagan nonché autore del libro «The Clintons' War on Women» (letteralmente, la guerra dei Clinton contro le donne) e nel quale accusa Bill di essere un donnaiolo e violentatore ossia il Bill Cosby della politica. Stone non ce l'ha solo con l'ex presidente ma anche contro la ex first lady, accusata di bullismo contro le vittime degli abusi sessuali del marito.

L'intento di Trump
Resta da vedere se Trump riuscirà nel suo intento di screditare i Clinton. Vari elementi vanno tenuti presenti a questo proposito. Intanto Bill emerse dal periodo caratterizzato dagli scandali sessuali con indici di gradimento superiori ai precedenti. Hillary dal canto suo ha sempre goduto dell'empatia degli americani quando le scappatelle del coniuge sono tornate alla ribalta. Inoltre Trump ha dovuto a sua volta fare i conti con varie accuse di maltrattamento di donne. Secondo il Daily Beast, nei documenti del divorzio la sua prima moglie Ivana lo aveva accusato di averla stuprata, salvo poi rinnegare quanto sostenuto. Infine Trump dimostra di essere un voltafaccia: nel 2008 cercò di sminuire il peso dell'infedeltà di Bill Clinton dicendo ai microfoni di Cnn: «Guardate ai problemi in cui Bill Clinton è finito come qualcosa di totalmente non importante. E hanno provato l'impeachment contro di lui, cosa che non aveva senso». Senza contare poi che i due erano compagni di golf e non solo. I Clinton parteciparono allo sfarzoso matrimonio di Trump nel 2005, il terzo. Ancora è presto per sapere se Hillary avrà la meglio su Sanders in Iowa e New Hampshire. Una sconfitta rischia di compromettere le dinamiche della sua corsa alla Casa Bianca. Gli analisti intanto consigliano ai coniugi Clinton di fare campagna elettorale separatamente. Il rischio è che, nonostante le sue scappatelle, l'ex presidente possa offuscare colei che intende conquistare lo Studio Ovale.

(Con fonte Askanews)