15 ottobre 2019
Aggiornato 18:30
Ignobile piano sull'immigrazione, ma gli altri sono con lui

Nyt contro i repubblicani: vi accodate a Trump sulla strada del razzismo

Per il quotidiano della Grande Mela, i candidati presidenziali del partito repubblicano statunitense, invece di criticare e respingere le posizioni «razziste e crudeli» di Donald Trump sull'immigrazione, vi si accodano

NEW YORK (askanews) - I candidati presidenziali del partito repubblicano statunitense, invece di criticare e respingere le posizioni «razziste e crudeli» di Donald Trump sull'immigrazione, in particolare contro lo ius soli per i bambini nati negli Stati Uniti da genitori stranieri, hanno scelto di percorrere questa strada «ignobile» insieme a lui. Così il New York Times, in un editoriale, ha bocciato il percorso intrapreso dalla maggior parte dei candidati del Grand Old Party, spinti su posizioni estremistiche dal miliardario newyorkese, da settimane in testa ai sondaggi per la nomination repubblicana.

Posizioni razziste?
Prima che Trump presentasse il suo piano per l'immigrazione, i candidati repubblicani potevano evitare le domande più scomode con vaghe promesse sul rafforzamento dei controlli alle frontiere e opponendosi «all'amnistia» per gli immigrati irregolari, scrive il New York Times. Ora non più. Trump ha presentato un piano per «riprendere il Paese» dai messicani, definiti «assassini e stupratori, che rubano il lavoro» agli statunitensi. «Vorrebbe espellere 11 milioni di immigrati e lasciare che 'quelli buoni' ritornino. Vorrebbe limitare l'immigrazione legale e imporre un sistema nazionale di verifica in modo che tutti, anche i cittadini, debbano ottenere un permesso federale per poter lavorare. Costruirebbe un muro lungo il confine meridionale, che il Messico dovrebbe pagare. Sostituirebbe la garanzia della cittadinanza fornita dalla Costituzione" per tutti i bambini nati negli Stati Uniti "con una cittadinanza assegnata per diritto di sangue e pedigree, lasciando a politici e burocrati la decisione su cosa fare di milioni di bambini senza patria».

Debolezza degli avversari
«Le idee di Trump avrebbero potuto essere un regalo per i suoi avversari repubblicani, se questi avessero respinto le sue proposte disprezzabili», che rendono gli immigrati un capro espiatorio, che sono «razziste e crudeli», che ridurrebbero milioni di persone «in povertà, togliendo loro ogni speranza». I suoi rivali avrebbero potuto schierarsi a sostegno «di valori migliori, contro la punizione collettiva di milioni di innocenti».

I sondaggi lo incoronano
Trump, però, è cresciuto molto nei sondaggi, così i suoi rivali «lo stanno seguendo», come «le remore con gli squali». Sul «carro» contro lo ius soli sono così saliti Rick Santorum, Rand Paul, Ben Carson, Chris Christie; persino Lindsey Graham, sottolinea il Times, che una volta combatteva per ottenere in Congresso una riforma bipartisan sull'immigrazione, e Bobby Jindal, cittadino statunitense grazie allo ius soli. «Alcuni candidati stanno addirittura cercando di battere Trump in xenofobia: Carson parla di usare droni militari armati al confine. Proprio così, bombardiamo l'Arizona». Jeb Bush e Marco Rubio comprendono profondamente l'importanza del tema dell'immigrazione, vogliono il voto dei latinoamericani e sono consapevoli dei pericoli di vedere il loro partito «sequestrato da idee di estrema destra». «Dovrebbero opporsi a Trump in ogni momento. Ma di fronte al suo successo, le loro obiezioni sono deboli e stranamente pacate. Il pericolo è che, quando la campagna elettorale finirà, a prescindere dall'esito della sua candidatura, Trump avrà ulteriormente avvelenato il dibattito e reso normale l'estremismo».