20 novembre 2019
Aggiornato 04:30
In tutta la regione divieti sempre più stringenti. Industria in crisi

America Latina, anche il Cile si unisce al fronte anti-tabacco

Per l'industria del tabacco sta cadendo anche una delle ultime frontiere, quella dell'America Latina, dopo che il Cile, il paese con il più alto tasso di fumatori, si appresta a imporre leggi più severe come quelle di Uruguay e Panama

SANTIAGO DEL CILE (askanews) - Per l'industria del tabacco sta cadendo anche una delle ultime frontiere, quella dell'America Latina, dopo che il Cile, il paese con il più alto tasso di fumatori, si appresta a imporre leggi più severe come quelle di Uruguay e Panama, i paesi pionieri del continente nella lotta al tabagismo. Dieci anni dopo l'entrata in vigore della convenzione quadro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il controllo del consumo di tabacco, l'accordo è stato ratificato dq quasi tutti i paesi delle regione, con l'eccezione di Argentina, Cuba e Repubblica dominicana.

Duro confronto con Philip Morris
La convenzione prevede in particolare il divieto di fumare nei luoghi pubblici, che l'Uruguay, nel 2006, è stato il primo paese a imporre. La legge ha portato a un duro confronto con il colosso del tabacco Philip Morris, che ha fatto causa al governo di Montevideo contestando il fatto che sui pacchetti le avvertenze sanitarie coprono l'80% della superficie e la vendita viene limitata a un solo prodotto per marca. Si è trattato della prima offensiva dell'industria delle sigarette di fronte al mltiplicarsi della politiche antitabacco in America Latina, dove ogni anno muoiono sei milioni di persone a causa degli effetti del tabacco.

No a pubblicità
Nel 2008, Panama ha messo al bando ogni forma di pubblicità del tabacco, imponendo pesanti tasse alle industrie e vietando le sigarette elettroniche. I risultati non si sono fatti attendere: insieme all'Ecuador, Panama ha il più basso numero di fumatori (4%) dell'intera regione, secondo i dati dell'Oms.

La volta del Cile
Ora è la volta del Cile, paese dove c'è la più alta percentuale di fumatori, che cerca di proibire gli additivi contenuti nelle sigarette e di moltiplicare le zone interdette al fumo. La legge, già approvata in Senato e ora in esame alla Camera prevede il divieto delle sigarette al mentolo, considerate particolarmente attraenti per i minorenni e nuove restrizioni anche in luoghi aperti, come i parchi o gli stadi. La British American Tobacco (BAT), che domina oltre il 90% del mercato locale con 13 miliardi di sigarette ogni anno, ha lanciato l'allarme: l'industria del tabacco in Cile, che rappresenta 3.000 impiegati diretti e 15 mila nell'indotto, rischia di dover ricorrere a pesanti tagli. Uno dei punti più caldi è proprio quello che riguarda le sigarette al mentolo, preferite da oltre il 40% dei fumatori cileni. Anche il Brasile lo ha fatto, ma gli effetti della decisione sono per ora sospesi. Secondo la BAT, dalla quale dipendono circa 1.000 piccoli e medi produttori che promettono di battersi contro la legge, quste nuove misure alzeranno i proventi del mercato nero, già cresciuti del 400% nei cinque anni precedenti.