21 settembre 2019
Aggiornato 17:30
Di una locale stazione televisiva

Libia, l'Isis ha ucciso 7 giornalisti

Il governo libico di Tobruk, riconosciuto internazionalmente, ha annunciato oggi che cinque detenuti hanno ammesso di aver ucciso cinque giornalisti di una locale stazione televisiva e due giornalisti tunisini. Queste uccisioni sono state rivendicate dallo Stato islamico (Isis).

TOBRUK (askanews) - Il governo libico di Tobruk, riconosciuto internazionalmente, ha annunciato oggi che cinque detenuti hanno ammesso di aver ucciso cinque giornalisti di una locale stazione televisiva e due giornalisti tunisini. Queste uccisioni sono state rivendicate dallo Stato islamico (Isis).

I detenuti hanno confessato
I detenuti - due libici e tre egiziani - «hanno ammesso la loro responsabilità nelle uccisioni del team della televisione Barqa», ha sostenuto il governo in un comunicato pubblicato sulla sua pagina internet. I giornalisti sono stati dati per dispersi per otto mesi.

Rivendicazione dell'Isis
A gennaio, l'Isis aveva rivendicato l'esecuzione di due giornalisti tunisini, Sofiene Chourabi e Nadhir Ktari, pubblicando su un sito libico le fotografie di corpi insanguinati, ma all'indomani dell'annuncio il ministero degli Esteri tunisino e il sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt) avevano smentito l'esecuzione, affermando che le immagini risalivano al 2013. Poi, a febbraio, il presidente dell'Autorità libica per la cultura e l'informazione, Omar Al-Gouiri, in una visita a Tunisi, aveva dichiarato che i due giornalisti erano «vivi». Nel comunicato diffuso oggi dal Tobruk si precisa che le forze di sicurezza libiche non sono ancora riuscite a rinvenire i resti, che sarebbero stati sepolti nelle vicinanze della città orientale di Derna, che è sotto il controllo di gruppi jihadisti. Il governo non dice quando le uccisioni hanno avuto luogo e quando sono avvenuti gli arresti.