23 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Stati Uniti

L'FBI chiese a Martin Luther King di suicidarsi con una lettera

Il New York Times ha pubblicato l'intero contenuto della lettera non censurata, dopo che una professoressa di Yale ha ritrovato una copia originale della missiva. La lettera mette in luce la guerra fatta dall'FBI - ai tempi guidato da J Edgar Hoover - nei confronti di King e della sua battaglia per i diritti delle minoranze afroamericane.

NEW YORK - Nel 1964 una lettera anonima e battuta a macchina arrivò sulla scrivania di Martin Luther King. Il leader del movimento per i diritti civili - che proprio quell'anno fu insignito del Nobel per la Pace - veniva di fatto ricattato: la missiva conteneva una serie di dettagli sulla sua vita sessuale extraconiugale che sarebbero state rese pubbliche nel caso in cui non si fosse messo da parte. «C'è solo una cosa da fare. Tu sai quale». Quella lettera è passata alla storia come «la lettera del suicidio» e come venne confermato da diversi studiosi fu scritta dall'FBI per mettere all'angolo il reverendo e fargli abbandonare la sua battaglia.

SCRITTA DA UN VICE DI HOOVER - Adesso il New York Times ha pubblicato l'intero contenuto della lettera non censurata, dopo che una professoressa di Yale ha ritrovato una copia originale della missiva. La lettera mette in luce la guerra fatta dall'FBI - ai tempi guidato da J Edgar Hoover - nei confronti di King e della sua battaglia per i diritti delle minoranze afroamericane negli Stati Uniti. Facendo riferimento all'articolo del New York Times sarebbe stata scritta da un vice di Hoover, William Sullivan, e fu inviata insieme a una registrazione audio che provava le scappatelle del reverendo.

SEI UN DEMONIO - «Ascoltati schifoso animale. Sei stato registrato, tutti i tuoi atti di adulterio», si legge nella lettera. «Tu sei un imbroglione colossale e un demonio», continua la missiva in cui King viene definito più volte «demonio». Nel 1963 King tenne il suo più famoso discorso «I Have a Dream» a Washington durante la conclusione della gigantesca marcia per i diritti. Quell'avvenimento portò alla firma del Civil Rights Act nel 1964 che mise fuori legge le discriminazioni razziali. Seguito un anno più tardi dal Voting Right Act che garantiva il diritto al voto ai cittadini afroamericani. King fu ucciso nel 1968.