19 ottobre 2019
Aggiornato 09:30
Si vota il Presidente

Venezuela, Chavez tenta il tris

Chiusa da giovedì la campagna elettorale, i venezuelani vanno oggi alle urne per le elezioni presidenziali. Una sfida fra sei candidato ma che sostanzialmente è a due, vedendo contrapposti il leader bolivariano Hugo Chavez e il rappresentante dell'opposizione Henrique Capriles

CARACAS - Chiusa da giovedì la campagna elettorale, i venezuelani vanno oggi alle urne per le elezioni presidenziali. Una sfida fra sei candidato ma che sostanzialmente è a due, vedendo contrapposti il leader bolivariano Hugo Chavez e il rappresentante dell'opposizione Henrique Capriles.

CHAVEZ TENTA IL TRIS - Chavez al potere dal 1999 e candidato a un terzo mandato di sei anni - ha invitato i suoi sostenitori «non cedere al trionfalismo»: «Vinceremo, ma non abbiamo ancora vinto» ha avvertito, insistendo sulla necessità di un trionfo «schiacciante» che neutralizzi le presunte «intenzioni destabilizzatrici» attribuite all'opposizione e i «piani disperati della borghesia che già ha intenzione di non riconoscere la vittoria del popolo». Secondo gli ultimi sondaggi Chavez avrebbe il 49,4% delle preferenze contro il 39% di Capriles. Quest'ultimo tuttavia ha guadagnato dieci punti percentuali dal maggio scorso e ad essere fondamentale sarà la scelta dell'11,6% di elettori ancora indecisi; da notare che cinque mesi fa gli indecisi erano circa il doppio e l'83% di questi da allora ha dichiarato di voler votare per il candidato dell'opposizione.
Chavez ha dalla sua una grande popolarità procuratagli soprattutto dai programmi di assistenza sociale che gli sono valsi il sostegno della fascia meno abbiente della popolazione, e gode oltretutto del sostegno delle forze armate; tuttavia i persistenti problemi legati alla povertà e alla violenza e le incognite sulle sue condizioni di salute - è stato operato due volte per un tumore alla zona pelvica, la cui natura non è mai stata specificata - e una crescente deriva verso posizioni autocratiche rendono per la prima volta una vittoria dell'opposizione un'ipotesi possibile.

INCOGNITA BROGLI - Il rischio frodi alle elezioni di in Venezuela è stato escluso dalla maggioranza degli osservatori, ma l'incertezza regna su come si comporteranno i sostenitori del candidato sconfitto. Il margine dei risultati dovrebbe infatti essere decisamente più contenuto rispetto alla tre consultazioni presidenziali precedenti. Muniti di buona volontà, i sei candidati hanno firmato a metà luglio un documento che stipula che riconosceranno i risultati proclamati dal Consiglio elettorale nazionale (Cne), il cui ufficio comprende cinque membri eletti dal Congresso, del quale Chavez ha la maggioranza. Ulteriori garanzia, i 13.800 seggi elettorali saranno attrezzati con macchine per il voto elettronico, considerati da tutti i partiti una garanzia anti-brogli. «Governo e opposizione sono concordi» nel sostenere che «nell'insieme, il sistema elettorale è molto buono», ha affermato Ignacio Avalos, direttore dell'Osservatorio elettorale venezuelano, una organizzazione non governativa indipendente.
Le preoccupazioni sulla segretezza del voto sono state inoltre escluse, in particolare dal Centro Carter, l'ong americana specializzata nella supervisione del processo elettorale dell'ex presidente Jimmy Carter. Malgrado queste garanzie, i sostenitori di Henrique Capriles temono che Hugo Chavez, la cui «rivoluzione socialista» è molto popolare tra le classi più svantaggiate, in maggioranza nel Paese, rifiuti di riconoscere un'eventuale sconfitta. Al potere dal 1999, la convinzione di chi appoggia Capriles è che se Chavez non fosse rieletto la popolazione si riverserà in piazza e ci saranno violenze, saccheggi e quant'altro. Circa 140mila soldati sono stati mobilitati per garantire la sicurezza del voto.