21 settembre 2019
Aggiornato 02:30
Gran Bretagna | Politica

Cameron, rimpasto di Governo di metà mandato

Fra «promossi» e «bocciati», dovrebbero essere circa 20 in totale le sostituzioni effettuate nella coalizione di governo nel primo grande rimpasto a cui sta procedendo oggi il Primo ministro britannico David Cameron nell'intento di infondere nuova linfa al suo esecutivo a metà mandato

LONDRA - Fra «promossi» e «bocciati», dovrebbero essere circa 20 in totale le sostituzioni effettuate nella coalizione di governo nel primo grande rimpasto a cui sta procedendo oggi il Primo ministro britannico David Cameron nell'intento di infondere nuova linfa al suo esecutivo a metà mandato. E' quanto scrive l'edizione online del Times, sottolineando che l'obiettivo dell'operazione è «far avanzare le riforme» in vista delle elezioni del 2015. Secondo i primi cambiamenti annunciati, è chiaro che l'equilibrio di forze fra le due componenti della coalizione, conservatori e liberal-democratici, non dovrebbe essere stato modificato.

Bocciato Ken Clarke - I pesi massimi, come il ministro delle Finanze, George Osborne, il titolare dell'Home Office Theresa May e il capo del Foreign Office William Hague, dovrebbero conservare le rispettive poltrone. Fra i «bocciati», la novità più eclatante è la sostituzione del ministro alla Giustizia Ken Clarke che, pro-europeo convinto, dovrà accontentarsi del titolo di Ministro senza portafoglio. Al suo posto è stato promosso Chris Grayling, nome nuovo nel governo, considerato più a destra del suo predecessore.
Altro avvicendamento degno di nota è la nomina del ministro della Cultura Jeremy Hunt alla guida del dicastero della Sanità. Sotto accusa in primavera per le sue relazioni con il gruppo Murdoch, Hunt, 45 anni, succede ad Andrew Lansley che viene «retrocesso» a sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. A Hunt spetterà la realizzazione della controversa riforma del National Health System. Maria Miller è la nuova titolare della Cultura. (segue)

La Baronessa Warsi è l'altra vittima eccellente dell'operazione: estromessa dalla presidenza del Partito conservatore, diventa sottosegretario agli Esteri con la facoltà di partecipare alle riunioni di governo. Alla baronessa succede il giovane Grant Shapps. Fra i «promossi» figurano anche il capo gruppo conservatore ai Comuni, Patrick McLoughlih, che diventa ministro dei Trasporti al posto di Justine Greening che è stata retrocessa allo Sviluppo. A Theresa Villiers è stato affidato l'importante ministero per l'Irlanda del Nord mentre Owen Paterson è stato nominato all'Ambiente.
Andrew Mitchell sostituisce McLaughlin mentre Cheryl Gillan non sarà più ministro per il Galles. Al suo posto è stato nominato David Jones. Rinnovati i mandati anche ai titolari dell'Educazione, Michael Gove e del Business, Vince Cable. Anche Iain Duncan Smith resta alla guida del dicastero per il Lavoro e le Pensioni.

E sembra ormai certo anche un ritorno di David Laws, l'ex sottosegretario Lib-dem costretto alle dimissioni due anni fa per una questione di affitti non denunciati: probabilmente avrà un ruolo non di prima linea, quello di sottosegretario all'Educazione. Secondo il Guardian, quotidiano vicino all'opposizione laburista, con questo rimpasto Cameron ha voluto eliminare i ministri che «non sono riusciti ad essere all'altezza del loro compito». Per il Times, il premier era anche deciso a «mettere in riga i deputati ribelli» del suo partito.