25 agosto 2019
Aggiornato 08:00
Accordi tra case farmaceutiche

Farmaci, l'Antitrust europea contro le intese che limitano i generici

Almunia: causano «danni consistenti ai consumatori». L'Antitrust europeo ha condotto indagini sul settore tra 2008 e 2009, dalle quali emerge anche come «le pressioni concorrenziali al ribasso sui prezzi dovute ai farmaci generici non sono forti come ci si attendeva, una volta che scadono i termini del brevetto del farmaco di riferimento»

BRUXELLES - La Commissione europea punta i riflettori sugli accordi tra case farmaceutiche che rischiano di minare la concorrenza e i benefici sui prezzi al consumo derivanti dai farmaci generici. L'Antitrust europeo ha condotto indagini sul settore tra 2008 e 2009, dalle quali emerge anche come «le pressioni concorrenziali al ribasso sui prezzi dovute ai farmaci generici non sono forti come ci si attendeva, una volta che scadono i termini del brevetto del farmaco di riferimento».

ALMUNIA: DANNI CONSISTENTI AI CONSUMATORI - Questo - secondo l'indagine condotta da Bruxelles - in parte viene causato da accordi battezzati «di rinvio» tra case farmaceutiche, in cui materialmente il detentore del marchio di un farmaco sotto brevetto corrisponde somme alle case rivali affiché queste si astengano dal mettere in commercio versioni generiche dello stesso farmaco, una volta spirato il brevetto. «Questo può determinare danni consistenti ai consumatori», ha avvertito il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, illustrando la questione durante una conferenza stampa a Bruxelles.
Sempre nell'ambito di questa indagine l'Antritrust comunitario ha annunciato di aver sollevato delle obiezioni a carico di Lundbeck e altre case farmaceutiche sugli accordi riguardanti il «citalopram», un antidepressivo.