19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Per chiedere all'Esecutivo di «salvare il clima»

Blitz di Greenpeace a Palazzo Chigi: La Politica deve cambiare

«Le alluvioni appena passate sono segnali che vanno ascoltati». Il responsabile della campagna «bandito» da Roma e otto attivisti dell'organizzazione sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata e trattenuti in commissariato fino alle 16 di questo pomeriggio

ROMA - Blitz di Greenpeace stamattina a Roma davanti a palazzo Chigi, sede del governo, per chiedere all'esecutivo di «salvare il clima». All'alba gli attivisti dell'associazione ambientalista hanno srotolato in piazza Colonna un grande striscione, con una foto della tragica alluvione di Genova dello scorso 4 novembre e il messaggio Il clima cambia. La politica deve cambiare. Altri attivisti hanno scalato due lampioni nella piazza davanti a palazzo sede del Governo con lo slogan A Durban salviamo il clima.
In contemporanea con la protesta di Greenpeace, due attori hanno messo in scena la rappresentazione della politica che si rifiuta di cambiare: vestiti e truccati come se fossero in un film in bianco e nero, hanno risposto alle domande dei giornalisti come se il problema del caos climatico non li riguardasse.

«Quest'autunno la nostra penisola è stata martoriata, da Nord a Sud, da una serie di tragiche alluvioni che hanno causato la morte di decine di persone e miliardi di euro di danni. Questi sono chiari segnali che i cambiamenti climatici stanno avendo un effetto sempre più grave alle nostre latitudini e sul nostro Paese. Questi sono i segnali che la politica deve ascoltare», dice in una nota Salvatore Barbera, responsabile della Campagna clima e energia di Greenpeace Italia.
«Se il clima è chiaramente cambiato - dice Greenpeace - lo stesso non si può dire della politica, soprattutto di quella nazionale. Lo scorso governo ha guidato l'Italia verso posizioni, a livello internazionale, sempre più di retroguardia nella lotta alle emissioni dei gas serra. Il Senato, in questa legislatura, ha addirittura approvato un atto che nega l'esistenza dei cambiamenti climatici e prende le distanze dalle politiche comunitarie a difesa del clima».
«Esortiamo il ministro Clini e il nuovo Governo a cambiare la politica climatica del Paese. Un primo banco di prova, oltre a quanto il ministro saprà fare a Durban, sarà la difesa degli incentivi alle rinnovabili. Il sostegno pubblico per questo settore è un investimento del Paese per il futuro occupazionale e ambientale. Le lobby delle energie fossili sono da tempo attivamente impegnate a frenare la crescita delle energie pulite: per questo il governo deve approvare con celerità, trasparenza e razionalità i nuovi decreti attuativi, per garantire - conclude Barbera - stabilità e sviluppo al settore delle fonti rinnovabili».

Il responsabile della campagna «bandito» da Roma - Per l'azione dimostrativa pacifica di Greenpeace avvenuta stamattina a Roma davanti a Palazzo Chigi, otto attivisti dell'organizzazione sono stati denunciati per manifestazione non autorizzata e trattenuti in commissariato fino alle 16 di questo pomeriggio. Per uno di loro, il responsabile della campagna Clima e Energia, Salvatore Barbera, il Questore di Roma impone anche il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Roma per due anni. Lo rende noto Greenpeace. Barbera, 32 anni di Pistoia, è da molti anni attivista dell'organizzazione ambientalista e negli ultimi cinque anni è stato impegnato a tempo pieno nello sviluppo di varie campagne internazionali di Greenpeace. Il foglio di via viene motivato con il reiterarsi del reato di manifestazione non autorizzata, in particolare per i vari blitz non violenti ai quali Barbera ha partecipato durante la campagna per il Referendum sul nucleare dello scorso giugno.
«Opporsi ai rischi che il nucleare inevitabilmente pone alla nostra sicurezza, così come denunciare l'impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo in termini di vite umane e di costi per la società, è un atto dovuto di responsabilità civile - commenta Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia - che non può in nessun modo essere accostata ad attività criminali. La stessa responsabilità che il Governo ed il ministro dell'Ambiente Clini dovrebbero dimostrare a Durban, prendendo a nome dell'Italia una posizione forte ed ambizioso per la salvaguardia del clima e il rinnovo del protocollo di Kyoto».