30 marzo 2020
Aggiornato 10:30
Durante scontri con l'esercito nel Dipartimento di Cauca

Morto in combattimento il capo delle Farc, Alfonso Cano

Era considerato il principale ideologo di questo gruppo della guerriglia marxista che era tuttavia riuscito a riorganizzare militarmente dopo la morte del suo fondatore storico. Manuel Marulanda

BOGOTÀ - Il capo della guerriglia colombiana delle Farc, Alfonso Cano, è stato ucciso nel corso di combattimenti con l'esercito. Lo ha annunciato il governatore del dipartimento di Cauca, nel sudovest della Colombia.
«Truppe di terra e dell'aviazione militare hanno effettuato operazioni tra i comuni di Suarez e Lopez de Mikay dove è stata segnalata la morte di Alfonso Cano», ha dichiarato Alberto Gonzalez. Una fonte dei servizi di intelligence militari ha confermato la notizia. «Abbiamo confermato la morte di Cano», ha dichiarato sotto copertura di anonimato.

Aveva inizialmente invitato al dialogo il presidente Santos - Alfonso Cano, ucciso nella notte nel sud della Colombia, leader delle Farc dal 2008, era considerato il principale ideologo di questo gruppo della guerriglia marxista che era tuttavia riuscito a riorganizzare militarmente dopo la morte del suo fondatore storico. Manuel Marulanda.
Il suo arrivo alla guida delle Farc aveva suscitato speranze di dialogo e di pace, perché Cano, membro da fine anni Settanta di questa guerriglia fondata nel 1964, era considerato più politico e moderato rispetto al suo predecessore. Nel 2010, Cano aveva effettivamente invitato al dialogo il nuovo presidente Juan Manuel Santos, insediatosi ad agosto. «Siamo sempre impegnati alla ricerca di soluzioni politiche. Auspichiamo che il governo che si insedierà rifletta e smetti di mentire alla nazione», aveva dichiarato in un messaggio video rivolto al presidente Santos.
Nel gennaio 2011 aveva inoltre ritenuto che un riconoscimento dei partiti politici nel complesso della loro responsabilità nel conflitto armato colombiano avrebbe potuto scatenare nell'immediato «un processo di riconciliazione» nel Paese. Cano, vero nome Guillermo Leon Saenz Vargas, ha tuttavia proseguito, in parallelo, la riorganizzazione delle Farc, dimostrando di non essere soltanto un politico ma anche uno stratega, secondo Ariel Avila, specialista di questa guerriglia presso l'Istituto di studi Corporacion Nuevo Arco Iris. I guerriglieri restano circa 8mila secondo i dati ufficiali.

Ha organizzato un «piano terroristico, criminale contro il popolo colombiano», ha accusato ieri sera il ministro della Difesa Juan Carlos Pinzon. Nato a Bogotà, studi di diritto e di antropologia all'Università nazionale (pubblica), Cano è cresciuto in una famiglia di ceto medio. Sua madre era insegnante e suo padre ingegnere. Incarnava, secondo Ariel Avila, un profilo più «urbano» rispetto al fondatore Marulanda. Ex membro dei Giovani comunisti, aveva scalato rapidamente le gerarchie delle Farc. Appassionato di storia e di scienze politiche aveva inoltre partecipato alla creazione dell'Unione patriottica, un partito fondato nel quadro di negoziati di pace con il governo del presidente Belisario Betancourt (1982-1986). Dopo la rottura di questo dialogo e l'assassinio di circa 3mila membri del partito, Cano aveva raggiunto a pieno titolo le Farc e avevain particolare guidato il blocco nordoccidentale, nella regione di Uraba. Aveva in seguito guidato una delegazione della guerriglia in occasione di nuovi negoziati di pace nel 1991 e 1992 a Caracas e Tlaxcala (Messico), in cui era uscito dall'anonimato. Fumatore incallito, di poche parole e appassionato di lettura, Cano si muoveva recentemente con un piccolo gruppo non superiore alle venticinque persone, per non essere individuato.
Secondo fonti militari, ieri è stata inoltre uccisa la sua compagna.

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