15 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Gran Bretagna | Politica

Vendonsi case popolari: Cameron rilancia il piano della Thatcher

Il congresso dei Tory apre tra le proteste. Il Premier britannico: «No referendum sull'UE, abbiamo bisogno di quel mercato unico»

MANCHESTER - Un occhio al passato e uno al futuro. Nel giorno in cui si apre il Congresso dei Conservatori a Manchester, David Cameron lancia un ambizioso piano casa che richiama alla Lady di Ferro. Il premier britannico intende incoraggiare gli inquilini delle case popolari a diventarne proprietari e riprendendo un programma risalente agli anni '80, promette sconti agli acquirenti. E non solo. Nelle intenzioni del premier, le amministrazioni locali dovranno impegnarsi a costruire un nuovo appartamento per ogni casa venduta. Con un duplice obiettivo: toccare le 200.000 unità abitative in più, creare 400.000 nuovi posti di lavoro, rilanciare l'economia britannica.

Il Congresso dei Tory si è aperto tra le proteste. Circa 30.000 persone hanno manifestato in città con l'obiettivo di denunciare i pesanti tagli di bilancio previsti dall'esecutivo di Londra. Numerosi dipendenti statali, fra cui insegnanti e vigili del fuoco, ma anche lavoratori del settore pubblico, hanno risposto all'appello della Confederazione dei sindacati britannici, la Trades Union Congress (TUC). «Sono contro la politica del governo di tagli alle pensioni. Lo stesso vale per migliaia di persone qui, ma conoscendo i conservatori dubito che vi rinuncino», ha detto Gerry Collier, 64 anni, lavoratore dipendente del settore privato.

Nelle stesse ore in cui i cittadini scendevano in piazza, Cameron affidava il suo pensiero alla BBC. La crisi dell'euro «rappresenta una minaccia per l'economia mondiale», ha detto il premier britannico, che si è detto contrario all'idea di un referendum sulla permanenza o meno in Europa. «L'eurozona rappresenta una minaccia per se stessa, ma anche per l'economia britannica e per l'economia mondiale», ha spiegato il capo del governo. La sparizione dell'euro, tuttavia, sarebbe «molto negativa» per il Regno Unito, ricordando che, sebbene il Paese non appartenga all'eurozona, realizza il 40% delle sue esportazioni nella regione.

«Il nostro interesse è restare nell'Unione europea perchè abbiamo bisogno di quel mercato unico», ha aggiunto, stimando tuttavia che Londra ha affidato «troppi poteri all'Europa». Cameron ha risposto così alle proposte della presidente della commissione parlamentare britannica incaricata dell'Economia, la laburista Natascha Engel, la quale aveva detto che «una chiara maggioranza di parlamentari chiedono il dibattito» sullo svolgimento del referendum per restare o meno in Europa.
Secondo il Mail online, il dibattito dovrebbe svolgersi entro Natale, ma è difficile che porti a un voto a favore della tenuta di un referendum, dato che il partito conservatore di Cameron e i suoi alleati liberal-democratici (Lib-Dem), filo-europei, dispongono della maggioranza assoluta.