24 maggio 2022
Aggiornato 02:00
Gran Bretagna | Difesa

Londra licenzia centinaia di marinai della Royal Navy

Uno studio avverte: «Non saremo più una superpotenza globale». Intanto il gigante della Difesa Bae Systems taglia 3.000 dipendenti nel Regno Unito

LONDRA - Centinaia di marinai della Royal Navy britannica saranno licenziati questa settimana. Secondo quanto ha riporta il quotidiano The Telegraph, venerdì il governo britannico comunicherà il provvedimento di licenziamento a 400 marinai, tra cui anche decine imbarcati sulla fregata Cumberland, che hanno partecipato alla missione in Libia. Si tratta di una prima tranche dei 1.100 licenziamenti previsti nell'ambito del piano di riduzione del personale delle forze armate annunciato lo scorso anno. All'inizio di settembre erano stati già licenziati 2.000 soldati e 1.000 avieri.

Comprensibile il malumore tra i marinai. Alcuni, scrive il Telegraph, hanno definito questi licenziamenti «un calcio sui denti a coloro che hanno rischiato la vita per sostenere gli obiettivi del governo».
I tagli (saranno eliminati 22.000 posti entro il 2015) incideranno inevitabilmente sulle capacità operative delle forze armate britanniche. Secondo uno studio dl Royal United Services Institute, che verrà pubblicato oggi, avverte che la Gran Bretagna non sarà più tra le «superpotenze globali» ma avrà comunque sufficienti capacità per partecipare a operazioni come quelle condotte in Libia e in Afghanistan. Lo riporta il Guardian.

Il Gruppo Bae Systems taglia 3.000 dipendenti nel Regno Unito - Il gigante britannico della Difesa BAE Systems ha annunciato oggi la sua intenzione di eliminare quasi 3.000 posti di lavoro in Gran Bretagna in ragione, in particolare, del taglio al budget della difesa in Europa che ha creato non pochi problemi allo sviluppo dell'aereo da combattimento Eurofighter. Il gruppo «deve mantenere la sua competitività», ha spiegato il suo direttore generale, Ian King, citato in un comunicato. «I nostri clienti stanno facendo fronte a una pressione enorme sui loro budget per la difesa», ha spiegato King.
La decisione riguarda in particolare l'attività aeronautica del gruppo, a causa del rallentamento dei ritmi di produzione dell'Eurofighter, costruito da BAE Systems assieme all'europea EADS e all'italiana Finmeccanica. Inoltre, secondo quanto si è appreso, la produzione dell'aereo americano F-35, alla quale partecipa il gruppo britannico, non sarà quantitativamente importante quanto previsto in un primo momento.
Le fabbriche più interessate ai tagli sono nel nord dell'Inghilterra: 899 posti di lavoro a Brough (nord-est), 843 a Warton e Preston (nord-est) e 565 a Samlesbury (nord-est).
Il gruppo, che impiega circa 39.000 dipendenti in una cinquantina di località nel Regno Unito, aveva già annunciato alla fine dello scorso anno la soppressione di circa 1.400 posti di lavoro nel paese, dopo la sospensione di molti contratti legati ai tagli di bilancio decisi dal governo britannico. Ad eccezione di una decina di fabbriche, le strutture di BAE Systems all'estero non dovrebbero essere interessate dalla riduzione del personale.