28 febbraio 2021
Aggiornato 18:30
Elezioni in Danimarca

La stampa danese esulta: una vittoria delle donne

Thorning-Schmidt ad un passo da diventare la prima donna Premier

COPENAGHEN - I media danesi hanno accolto con grande entusiasmo la prospettiva di avere una donna a capo del governo per la prima volta in Danimarca dopo la vittoria della coalizione di centro-sinistra guidata da Helle Thorning-Schmidt.

«Vittoria di una donna!», «La prima», «La conquistatrice»: i grandi giornali danesi si esaltano per questa bionda 44enne, leader dei Socialdemocratici, che ha portato «il blocco rosso» al potere dopo dieci anni all'opposizione. Secondo i risultati ufficiali dell'area metropolitana, il blocco si è aggiudicato 89 dei 179 seggi del Folketing contro gli 86 andati al blocco di destra del Primo ministro uscente Lars Loekke Rasmussen, che ha ammesso la sconfitta. Restano da assegnare quattro seggi dei territori autonomi di Groenlandia e delle isole Feroe: secondo gli analisti, non dovrebbero modificare i rapporti di forza.

Questa bionda elegante - per il suo debole per il lusso gli avversari la hanno soprannominata Gucci-Helle - che «era troppo ben vestita per i socialdemocratici, troppo nuova per assurgere alla guida dello Stato, tropo fredda per conquistare il cuore della gente», diventa la prima donna premier del Paese, scrive il quotidiano Politiken.

Anche se il suo partito ha perso terreno e registrato il peggiore risultato dal 1906, la vittoria del centro-sinistra è il frutto della capacità della Thorning-Schmidt di riunire nello stesso blocco dei partiti tanto diversi come i Rossi-Verdi dell'estrema sinistra e i liberali centristi del Partito Social-liberale, cosa che era fino ad oggi impensabile.

Anche questi due partiti sono guidati da delle donne e il giornale Information scrive di «una vittoria delle donne».«Ci sono voluti 96 anni fra il momento in cui le danesi hanno ottenuto il diritto di voto e l'elezione di una di loro a primo ministro. L'elezione di Helle Thorning-Schmidt deve essere considerata una tappa importante per l'uguaglianza dei sensi, non solamente a titolo simbolico», aggiunge il giornale.