22 aprile 2021
Aggiornato 02:30
Diritti umani in Cina

Pechino vuole «legalizzare» la scomparsa dei dissidenti

Modifica al codice penale cinese per detenere i sospetti in luoghi segreti. HRW: «Con la visita di Biden incrementata la repressione dei dissidenti»

PECHINO - Legalizzare la scomparsa dei dissidenti. Questo l'obiettivo, nemmeno troppo celato, di un progetto di modifica del codice penale cinese. Il governo di Pechino, infatti, mira a introdurre degli emendamenti che consentano di detenere i sospetti in un luogo segreto per sei mesi, senza l'obbligo di avvertire le famiglie. A denunciare i propositi del governo cinese sono diverse associazioni per i diritti dell'uomo.
Il testo autorizzerebbe la polizia a usare questa forma di detenzione negli affari che riguardano la sicurezza nazionale, il terrorismo e la corruzione, se gli arresti domiciliari rischiassero di nuocere alle inchieste. «Questo permetterebbe di legalizzare la scomparsa» dei dissidenti, prassi «sempre più frequente negli ultimi tempi» ha dichiarato Joshua Rosenzweig, responsabile dell'associazione Dui Hua, che ha sede a Hong Kong. Decine di dissidenti sono «scomparsi» dopo essere stati arrestati negli ultimi mesi, tra cui l'artista Ai Weiwei, liberato a giugno dopo tre mesi di detenzione.

HRW: «Con la visita di Biden incrementata la repressione dei dissidenti» - La visita della scorsa settimana in Cina del vicepresidente americano Joe Biden è stata all'origine di una repressione aumentata contro i dissidenti. Lo hanno denunciato un'organizzazione non governativa e i militanti.
«Il governo cinese ha fatto tutto ciò che era in suo potere per intimidire ogni genere di dissidenti, avvocati o militanti dei diritti umani», ha dichiarato Phelim Kine, dell'associazione Human Rights Watch. «Ha fatto loro pervenire il messaggio che dovevano mantenere un basso profilo e che qualsiasi tentativo di una riunione (con Joe Biden) sarebbe stata seguita da rappresaglie», ha aggiunto.