20 novembre 2019
Aggiornato 06:00
Condanna dal Consiglio ONU

Mumbai, nessuno rivendica gli attentati

Il bilancio delle vitime rivisto al ribasso: 17 morti e 100 feriti

MUMBAI - All'indomani degli attentati terroristici di Mumbai la pista per risalire ai responsabili è ancora incerta. Non è giunta alcuna rivendicazione e il ministro dell'Interno indiano, P. Chidambaram, ha dichiarato che è ancora troppo presto per trarre conclusioni: «Sono sospettati tutti i gruppi capaci di tali attacchi - ha detto il ministro in conferenza stampa a Mumbai - non puntiamo il dito contro questo o quel gruppo».

Tre esplosioni hanno investito ieri la capitale finanziaria dell'India, causando almeno 17 morti e oltre 100 feriti, stando all'ultimo bilancio delle vittime fornito dalle autorità e rivisto al ribasso. I tre ordigni, esplosi nell'arco di 15 minuti, erano stati piazzati nel bazaar Zaveri, dove si trovano numerose gioiellerie, all'Opera House, entrambe nella zona sud della città, e nella Dadar area, nel cuore di Mumbai.

Nella notte il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha «condannato con forza» gli attentati in India, sottolineando come il terrorismo rappresenti una delle minacce più gravi per la pace nel mondo: «I membri del Consiglio di sicurezza ribadiscono che il terrorismo in tutte le sue forme rappresenta una delle minacce più gravi alla pace nel mondo e alla sicurezza e che le azioni terroristiche sono criminali e ingiustificabili, indipendentemente dalla loro motivazione».

Si tratta del più grave attentato nella capitale finanziaria dell'India dagli attacchi del novembre 2008. Il 26 novembre di due anni fa, una serie di attacchi simultanei colpì il quartiere turistico della città e alcuni hotel, causando 166 morti e circa 300 feriti.