16 luglio 2019
Aggiornato 14:00
Uribe: «Nessuna intenzione di attacco»

Chavez schiera le truppe al confine con la Colombia

Il Presidente venezuelano: «Uribe è capace di qualunque cosa, ma noi non vogliamo la guerra»

CARACAS - Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha confermato ieri che il suo paese ha dispiegato unità di fanteria e dell'aviazione militare alla frontiera con la Colombia, dopo le accuse di Bogotà sulla presunta presenza nel paese di guerriglieri delle Farc.

«Abbiamo dispiegato truppe, dell'esercito, dell'aria (...) di fanteria, ma in silenzio perché non vogliamo recare disturbo o danneggiare nessuno tra la popolazione», ha dichiarato Hugo Chavez alla televisione di Stato VTV, senza fornire precisazioni sulle truppe interessate.
«Uribe è capace di qualsiasi cosa nei giorni che gli restano (al potere, ndr). E questa è diventata una minaccia di guerra. Noi non vogliamo la guerra», ha insistito Chavez.

Il 22 luglio, il presidente venezuelano aveva annunciato la rottura delle relazioni con la Colombia ed aveva messo l'esercito in «stato di allerta massima» dopo che Bogotà aveva ribadito che il Venezuela offre da tempo rifugio ai ribelli colombiani.

LA RISPOSTA COLOMBIANA - Il governo del presidente colombiano uscente, Alvaro Uribe, ha smentito qualsiasi intenzione di voler lanciare un attacco militare contro il Venezuela, come ha accusato il leader bolivariano Hugo Chavez.
«La Colombia non ha mai avuto intenzione di attaccare il popolo fratello della Repubblica bolivariana del Venezuela, come afferma il Presidente di quel Paese ingannando manifestamente i suoi cittadini», ha spiegato il portavoce della Presidenza colombiana, Cesar Velazquez, il quale ha sottolineato come Bogotà abbia fatto ricorso «al diritto internazionale perché siano adottati dei meccanismi che costringano il governo venezuelano a non offrire rifugio ai terroristi colombiani».