12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La tragedia polacca

Pilota di Kaczynski: se non atterriamo, mi ammazzano

Questo il contenuto «agghiacciante» della scatola nera dell'aereo presidenziale

MOSCA - Pressioni sul pilota dell'aereo presidenziale polacco hanno portato alla strage di Smolensk dove è morto il capo di stato Lech Kaczynski, la first lady e l'intera elite politica di Varsavia. I media polacchi, tra cui TVN24 e Gazeta Wyborcza, hanno pubblicato un frammento di colloqui in cabina: si tratta dei 40 secondi prima della collisione fatale con la terra. «Se non atterriamo, mi ammazzano» dice il comandante Arkadiusz Protasiuk. Nel frattempo, un'altra voce di uno dei due estranei presenti in cabina incalza: «Era furioso quando un altro...». La fine della frase non si poteva decifrare.

Da notare: durante un altro famoso volo del presidente Lech Kaczynski in Georgia nel 2008, Protasiuk era il secondo pilota. Va ricordato che all'epoca il comandante era Gregory Pietruczuk che si era rifiutato di atterrare a Tbilisi, proprio per lo stesso problema di Smolensk: pessime condizioni di visibilità Venne poi cacciato in malo modo dallo stesso Kaczynski perché aveva modificato i piani di volo ed era atterrato in Azerbaigian. In seguito alla vicenda Protasiuk divenne primo pilota del Tupolev presidenziale.