21 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Religione & Società

Rabbino Rosen: grati al Vaticano per il chiarimento

«Per la sensibilità ebraica Santo solo chi si oppose con vita a Shoah»

GERUSALEMME - «Sono grato e apprezzo il chiarimento di padre Lombardi»: lo afferma il rabbino israeliano David Rosen, tra i primi a criticare la decisione del Papa di fare avanzare il processo di beatificazione di Pio XII. «Sono d'accordo con lui nel ribadire che non ci sono dubbi sulla sincerità dell'impegno di Papa Benedetto XVI nelle relazioni tra ebrei e cattolici e sulla sua stima per le radici ebraiche del cristianesimo e per il benessere del popolo ebreo», afferma il consulente per il dialogo interreligioso del Gran rabbinato di Israele, interpellato da Apcom per un commento. «Non c'è neppure dubbio sulla comprensione piena che egli ha dell'orrore della Shoah e delle sue implicazioni. Le sue dichiarazioni in occasione dell'incontro tradizionale di Natale con la Curia romana ne sono stata un'eloquente testimonianza».

«Voglio anche riconoscere - prosegue Rosen, direttore internazionale per gli affari interreligiosi dell'American Jewish Committee (Ajc) - che l'approvazione delle 'eroiche virtù', nonché la beatificazione, non è un'affermazione relativa alla verità storica, bensì riguarda la natura dell'uomo in questione. Ribadisco inoltre che non spetta alla comunità ebraica di interferire nelle questioni religiose interne della Chiesa».

«E' un po' disonesto, tuttavia, non riconoscere, a prescindere da cosa questo procedimento sia, come esso venga e verrà essere percepito», puntualizza il rabbino Rosen. «Che ci piaccia o no, Pio XII è inestricabilmente connesso alla tragica storia della Shoah e, di conseguenza, ogni affermazione sul suo conto è vista alla sua ombra. Indipendentemente dai dati storici effettivi, per il popolo ebraico questo periodo riflette un abietto fallimento umano. Noi tutti come umanità, in realtà, abbiamo fallito. Anche se qualcuno ritiene che Pio XII abbia fatto molto per salvare gli ebrei, possiamo definirlo un successo completo? Gli unici che possono dirsi santi di fronte a quel male sono stati coloro che vi si sono opposti con la propria vita. Oserei dire che la Chiesa cattolica dovrebbe vedere la questione nello stesso modo. Ma anche se non lo fa - conclude Rosen - dovrebbe essere capace di capire che gli ebrei percepiscono come insensibile l'idea che qualcuno che non si è speso con la propria vita possa essere considerato santo o che si autorizzi una mossa in quella direzione».