19 novembre 2019
Aggiornato 06:30

Mumbai: aggiornato a domani processo contro terrorista pachistano

Lo ha deciso il giudice Tahalyani

MUMBAI (INDIA) - E' stata aggiornata a domani la prima udienza del processo contro Mohammed Ajmal Amir Iman, il 21enne pachistano unico sopravvissuto del commando terroristico che il 26 novembre scorso e per i due giorni successivi provocò la morte di 174 persone a Mumbai, seconda città e capitale finanziaria dell'India. Il giudice M. L. Tahalyani ha deciso di rinviare di un giorno l'apertura del processo dopo aver ricusato la legale della difesa, Anjali Waghmare, per un potenziale conflitto di interessi e rifiutato di sostituirla con un avvocato pachistano.

Accusato di strage, atti di guerra, omicidio e tentato omicidio, Iman rischia, se condannato, la pena di morte: il commando «aveva l'intenzione manifesta di destabilizzare l'India, condurre una guerra contro il Paese, terrorizzare i cittadini, provocare perdite finanziarie e lanciare un avvertimento ad altri Paesi», si legge nell'atto d'accusa. Nuova Delhi ritiene responsabile degli attentati il gruppo estremista pachistano Lashkar-e-Taiba, messo al bando da Islamabad e attivo soprattutto nella regione del Kashmir, contesa fra i due Paesi; le autorità indiane hanno inoltre accusato alcuni settori dei servizi segreti pachistani di essere complici delle stragi.

Sia il gruppo kashmiro che le autorità pachistane hanno negato ogni coinvolgimento, sebbene Islamabad abbia ammesso che parte della pianificazione delle stragi sia avvenuta sul suo territorio. Il tribunale speciale si trova nella prigione di massima sicurezza di Arthur Road, già utilizzata in passato per processi terroristici e un tunnel blindato collega l'aula alla cella di Iman: durante i sei mesi di udienze (previste oltre 2mila testimonianze) sarà proibita la circolazione nella zona della prigione. Oltre a Iman, sotto processo si trovano due cittadini indiani: Fahim Ansari e Sabauddin Ahmed, accusati di aver fornito supporto logistico al commando dei terroristi.