20 novembre 2019
Aggiornato 07:00

Mumbai, via a processo per attentati di novembre: città blindata

Unico terrorista arrestato ha accettato legale d'ufficio

MUMBAI - Si è aperto questa mattina a Mumbai, in una città blindata, il processo sugli attentati del 26 novembre scorso nella città indiana, che provocarono la morte di oltre 170 persone. Ajmal Kasab, unico terrorista arrestato dopo la strage, è apparso in videoconferenza davanti alla Corte presieduta dal giudice M.L. Tahilyani. L'imputato ha accettato un difensore d'ufficio e dovrà rispondere a una serie di accuse, messe insieme in un fascicolo di 11.000 pagine.

Il processo si svolge nell'aula bunker allestita all'interno del carcere di Arthur Road, a Mumbai. La sicurezza attorno al penitenziario è stata rafforzata per l'occasione: a sorvegliare la prigione sono decine di agenti della polizia cittadina, della polizia di frontiera indo-tibetana e personale delle Guardie carcerarie. In realtà, ricorda oggi il Times of India, per oggi è prevista solo la seduta di apertura del processo, che subirà un'immediata sospensione.

La ripresa dei lavori in aula è prevista fra tre settimane. «La ragione è che il governo ci ha chiesto altre due settimane per completare i lavori di costruzione della corte speciale all'interno del carcere», ha spiegato il pubblico ministero Ujwal Nikam. Oltre Kasab, sono imputate altre 37 persone, ma tutte dovranno rispondere di appoggio esterno agli attentati e reati minori. La questione della sicurezza e le polemiche dopo gli eventi di Mumbai tengono banco nella campagna elettorale per le elezioni politiche, che si svolgeranno in 5 tappe attraverso il grande paese dal 16 aprile al 13 maggio, e vedranno scontrarsi in prima fila il partito del Congresso di Sonia Gandhi oggi al potere e i nazionalisti del BJP. Ci sono infatti forti critiche alle autorità per la gestione dell'ordine pubblico: a Mumbai un manipolo di una decina di terroristi riuscì a tenere in scacco la città per tre giorni uccidendo 170 persone grazie a una strategia che combinava la tattica kamikaze e la guerriglia.

A testimonianza di quanto forte sia l'allarme sicurezza, anche la notizia giunta ieri che la premier league indiana di cricket si giocherà all'estero. Gli organizzatori del campionato indiano, che prenderà il via il 10 aprile per concludersi il 24 maggio, hanno già preso contatto con le federazioni dell'Inghilterra e del Sudafrica per sondare la loro disponibilità ad ospitare l'evento, chiaramente ritenuto ad alto rischio anche data la concomitanza con le elezioni politiche. Alcuni giocatori indiani avevano espresso la loro preoccupazione a giocare nel loro Paese, dopo il recente attentato a Lahore, in Pakistan, contro la nazionale di cricket dello Sri Lanka.