18 dicembre 2018
Aggiornato 15:30

Generali, si rafforza il club dei soci italiani

Caltagirone: «Io ci tengo molto». E i soci tricolori (23% del capitale) scavalcano gli stranieri

Generali alla conta in assemblea. Con Mediobanca i grandi soci italiani al 25%
Generali alla conta in assemblea. Con Mediobanca i grandi soci italiani al 25% (ANSA)

TRIESTE - Il nuovo piano industriale triennale di Generali che verrà presentato il 21 novembre prossimo a Milano a comporterà una «profonda trasformazione» del gruppo e sarà basato su una strategia «molto diversa», che consentirà al Leone di scrivere una «nuova storia di successo del settore assicurativo». A dare qualche pillola di anticipazioni è stato l'amministratore delegato Philippe Donnet in occasione dell'assemblea che ha approvato oggi il bilancio dell'esercizio 2017, che si è chiuso con un utile di 2,1 miliardi, grazie al quale verrà distribuito un dividendo di 0,85 euro per azione (+6%).

La nuova strategia, ha detto Donnet, sarà basata su «un'ulteriore ottimizzazione finanziaria, un'espansione profittevole e una profonda trasformazione». Il piano non prevederà crescita per linee esterne, anche se verranno monitorate eventuali opportunità di acquisizioni. «Il piano per definizione non può essere basato su acquisizioni, avremo un piano finanziario e industriale, ma ovviamente come sempre staremo attenti alle opportunità, se ci sono o se ci saranno», ha spiegato l'Ad al quale, di converso, non risulta che qualcuno abbia attualmente mire sulla compagnia, dopo il progetto abbozzato lo scorso anno da Intesa Sanpaolo e poi tramontato. Il presidente Gabriele Galateri ha aggiunto che l'intenzione del gruppo è quella di potenziare ulteriormente l'impegno verso l'innovazione e la trasformazione digitale. Da Milano, il patron di Luxottica Leonardo del Vecchio dichiarava intanto, invece, che operazioni su Generali come quella che aveva ipotizzato Intesa sarebbero benvenute perché farebbero salire il prezzo del titolo, anche se venissero dall'estero.

L'appuntamento assembleare ha reso poi possibile scattare un'istantanea dell'attuale composizione dell'azionariato, che vede la compagine dei grandi soci privati italiani presidiare complessivamente quasi il 25% circa del capitale, considerando le quote di Mediobanca (17,95%), Caltagirone (4%), Del Vecchio (3,16), Benetton (3,04%), De Agostini (1,7%). I fondi esteri quest'anno erano presenti con il 22,9% del capitale. «Tutti gli azionisti, passati e presenti, hanno contribuito a creare questa situazione di grande stabilità. Una delle grosse forze di Generali è la coesione, la stabilità tra management, board e azionariato. Una base sulla quale Donnet sta costruendo il nuovo piano», ha sottolineato il presidente del Leone, Gabriele Galateri.

Presente all'assemblea a Trieste, Francesco Gaetano Caltagirone ha dichiarato a proposito di Generali: «Io ci tengo molto all'italianità». Caltagirone, che è anche vice presidente della compagnia, non ha invece voluto svelare le sue intenzioni sul proprio pacchetto azionario, se salirà ulteriormente o no. «Non lo so, dipende dal mercato, dalle opportunità. Non abbiamo un programma. Noi siamo saliti perché io credo nella società, che sta andando bene».

Intanto, da Milano, Lorenzo Pellicioli (Ad di Dea Capital) ha fatto sapere che il gruppo De Agostini al momento intende preservare la propria quota all'1,7%: «abbiamo sempre definito la nostra partecipazione finanziaria e di lungo termine. Non è strategica, ma non abbiamo intenzione di ridurla» e non c'è neanche l'intenzione di aumentarla. Al quesito se incrementerà ulteriormente la propria quota o meno, Del Vecchio ha invece risposto: «dipende, se sale ancora un po' magari può darsi ne venda un po' o compri, dipende dall'andamento del titolo».

Quanto all'italianità, Pellicioli ha rilevato: «non è un tema che mi appassiona particolarmente. Il fatto che degli azionisti italiani, ma di qualità, aumentino l'investimento in Generali - ha poi aggiunto riferendosi ai recenti incrementi effettuati da Caltagirone e Benetton - è la prova che ci sono performance molto interessanti. Basta guardare come si è mosso il titolo dopo il cambio di management. Dopo la nomina di Donnet abbiamo un piano industriale serio e il mercato lo ha riconosciuto». Proprio lo stesso Donnet, durante l'assemblea, ha sottolineato che il prezzo del titolo è salito ad oggi del 40,7% rispetto al novembre 2016, quando venne annunciato l'attuale strategia, avvicinandosi ormai ai 16 euro per azione.

La cronaca della giornata assembleare ha registrato fin dal primo mattino un'azione dimostrativa di alcuni attivisti di Greenpeace, che hanno «scalato» il padiglione sede dei lavori, alla stazione marittima di Trieste, per dispiegare un enorme manifesto di protesta contro gli investimenti del gruppo assicurativo triestino nel settore del carbone. Numerosi anche gli interventi tenuti da esponenti dell'associazione ecologista in assemblea, per incalzare i vertici sula tema. A tutti ha replicato Galateri, ricapitolando punto per punto tutte le azioni previste dalla strategia sui cambiamenti climatici e il business sostenibile approvata dal cda della compagnia a febbraio 2018. In particolare, Galateri ha annunciato che il gruppo conta di liquidare i propri investimenti azionari in società legate al settore del carbone "in 6-12 mesi".