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I monarchici si riuniscono a Roma e tifano per il centrodestra

La monarchia, in Italia, non c'è più dal 2 giugno 1946 quando nacque la Repubblica. Ma in realtà è tutt'altro che morta e sepolta. Ecco per chi vota

I Savoia rendono omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele durante la cerimonia per i 150 anni dell'Unita' d'Italia al Pantheon
I Savoia rendono omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele durante la cerimonia per i 150 anni dell'Unita' d'Italia al Pantheon (ANSA/ALESSANDRO DIMEO)

ROMA – La monarchia, in Italia, non c'è più dal 2 giugno 1946 quando nacque la Repubblica. Ma in realtà è tutt'altro che morta e sepolta. I nobili esistono ancora ed esiste ancora la Consulta dei senatori del Regno: novantacinque esponenti della nobiltà che oggi rappresentano gli uomini a cui il Re Umberto II nel 1948, prima di lasciare il suo Paese per intraprendere la via dell'esilio, affidò il difficile compito di non perdersi e restare sul territorio dello Stivale per aiutare la neonata Repubblica Italiana. Nobili ancora votati alla causa monarchica, che lo scorso sabato si sono ritrovati nel cuore di Roma, nella residenza di Palazzo Ferrajoli, per mantenere fede alla promessa fatta oltre settant'anni fa dai loro avi al Re d'Italia.

I monarchici si riuniscono a Roma
Come riporta Il Giornale, pare che tra i presenti ci fosse anche Paolo Thaon di Revel, nipote dell'omonimo e celebre ministro della Marina e grande uomo di mare. Il presidente della consulta è il noto medico Pier Luigi Duvina che, lungi dall'essere solo un blasonato aristocratico, ha convertito il concetto di «nobiltà» alla sua declinazione più moderna sostenendo che «è più nobile un operaio che lavora onestamente, senza rubare, che fa una vita normale e paga le tasse, che chiunque altro». La monarchia, infatti, si è evoluta eccome. Secondo il presidente la differenza principale con la Repubblica è che «un sovrano viene messo in cima allo Stato per privilegio, senza votazione». Ma l'Italia sarebbe migliore assai migliore secondo la Consulta dei senatori del Regno se oggi ci fosse il re.

«Votiamo per i partiti che credono nell'unità d'Italia»
«Sicuramente - ha proseguito Duvina - non si ruberebbe, né si sprecherebbe, come si ruba e si spreca ora». Un esempio sono le Regioni che «sono state fatte perché più si porta il denaro in periferia e più aumenta la corruzione e poi per sistemare le centinaia di politici italiani». E chi voterebbero i monarchici oggi? La risposta della Consulta appare quasi scontata. Evidentemente la monarchia, anche quella più moderna, strizza l'occhio al centrodestra e a quel centrodestra che vuole l'Italia unita. «Noi - ha proseguito Duvina - votiamo per i partiti che hanno di nascita e ispirazione la democrazia, che vanno per l'unità d'Italia, una e indivisibile, per l'onestà dei politici». E a noi viene subito in mente l'appello all'Italia, alla patria e ai patrioti di Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d'Italia. Secondo i membri della Consulta non ci sono dubbi: «negli Stati europei, dove c'è ancora una monarchia, il welfare è migliore. Il re è un buon padre di famiglia, quindi ci tiene molto che lo Stato funzioni e ci sia un'etica». Forse forse ci conviene tornare alla monarchia?