Sel contro i conguagli esorbitanti e selvaggi
Alcuni deputati di Sinistra ecologia e libertà hanno presentato una mozione alla Camera sulla questione delle «bollette di gas e luce con importi esorbitanti» dove vengono chieste somme «risalenti a molti anni addietro»
ROMA – Stop al conguaglio selvaggio: alcuni deputati di Sinistra ecologia e libertà (Sel) hanno presentato una mozione alla Camera sulla questione delle «bollette di gas e luce con importi esorbitanti per conguagli risalenti a molti anni addietro».
LE COLPE DEI DISTRIBUTORI - Secondo gli interroganti diverse famiglie si sono viste chiedere cifre «salatissime» senza nemmeno essere responsabili del mancato pagamento, che sarebbe dovuto «all'inadempimento del fornitore o del distributore, che ha omesso di effettuare le letture periodiche del contatore oppure non ha emesso bollette periodiche». Per questi motivi i deputati hanno chiesto al governo «di adottare con urgenza ogni iniziativa, anche normativa, finalizzata a rafforzare le tutele dei diritti degli utenti del mercato dell'energia elettrica e del gas chiaramente vittime di comportamenti scorretti operati ai loro danni da parte di soggetti distributori che oggi, come pure in passato, hanno reclamato conguagli a distanza di anni».
PRETESE SOMME Di 5 ANNI FA - Dai banchi di Sel viene ricordato che si tratta di «un disservizio che persiste anche per anni e che comporta pesanti conseguenze per gli utenti, che si ritrovano a dover pagare, in un colpo solo, bollette così elevate da non potervi far fronte». Al riguardo si evidenzia che, «nonostante non possano essere pretese da parte degli utenti somme relative a consumi che il fornitore avrebbe potuto e dovuto pretendere oltre 5 anni prima dell'emissione della fattura in forza di quanto previsto dal codice civile (ove si prevede che si prescrivano in cinque anni gli interessi e in generale tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi), per quanto risulta ai firmatari del presente atto di indirizzo i fornitori spesso sostengono che la prescrizione decorre da quando viene emessa la fattura di conguaglio, con ciò spostando a loro piacimento il termine da cui decorre la prescrizione e consentendo così di richiedere i conguagli anche dopo dieci o quindici anni e potenzialmente per l'eternità».
CADE TUTTO IN PRESCRIZIONE - Questo - sempre a detta degli interpellanti - «appare assolutamente inammissibile, perché se il fornitore omette di fatturare consumi per molti anni, perché non tiene conto delle letture del contatore o si è dimenticato di emettere bollette periodiche, dovrebbe perdere il diritto ad essere pagato, dato che non vi sono dubbi che tra le somme che devono pagarsi periodicamente, e quindi soggette a prescrizione quinquennale, vi siano anche le bollette relative ai consumi periodici di energia elettrica e gas; se così non fosse, l'istituto della prescrizione, che il codice civile prevede come norma imperativa e inderogabile, sarebbe del tutto aggirabile da parte dell'esercente, mentre secondo un ragionamento logico e sulla base dei principi generali dell'ordinamento, la prescrizione decorre da quando può essere fatto valere il diritto, ovvero da quando il fornitore può (e deve) fare la lettura dei contatori (generalmente per il tramite del distributore)».