12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Rinnovabili

Perché con il caldo il fotovoltaico produce di meno

Felegetonte oltre a mettere ko gran parte degli italiani sta mettendo in affanno i 531mila 242 impianti solari censiti dal Gse. Anche se a prima vista potrebbe sembrare strano i pannelli, come tutti i semiconduttori, soffrono le temperature troppo alte

ROMA – Il caldo torrido di questi giorni portato da Flegetonte ha fatto schizzare i consumi elettrici, che hanno toccato il record nazionale assoluto con 56mila 883 megawatt rilevati da Terna ieri alle 16. Le alte temperature oltre a metter a ko gran parte degli italiani stanno causando affanno ai 531mila 242 impianti fotovoltaici censiti dal Gestore dei servizi energetici (Gse). Il valore, ha spiegato la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, è stato registrato in una giornata con temperature massime mediamente più alte di oltre 5 gradi rispetto allo stesso periodo del 2014 ed è superiore di 61 megawatt rispetto al precedente record assoluto del 17 dicembre 2007 (56.822 MW)  

CALDO E AFA ABBATTONO LA PRODUTTIVITA' - Anche se a prima vista potrebbe sembrare strano i pannelli solari, come tutti i semiconduttori, soffrono le temperature troppo alte. Superato l'ottimo dei 25 gradi centigradi, i pannelli vedono scendere la loro efficienza dello 0,3-0,5 per cento per ogni grado in più. La «colpa» è dell'agitazione termica del silicio di cui sono composti, che fa aumentare leggermente l'amperaggio della corrente, ma ne diminuisce la tensione facendo scendere la potenza e l'energia prodotte. Inoltre con l'aumentare delle temperature aumenta l'evaporazione, che forma uno strato di foschia che riduce il livello di soleggiamento.

DA RINNOVABILI 40% FABBISOGNO - «Il fattore che ha innescato l'impennata dei consumi - ha sottolineato Terna - è l'ondata di caldo torrido che sta attraversando la penisola in questi giorni, spingendo all'utilizzo massiccio dei condizionatori d'aria e delle apparecchiature refrigeranti» (qui qualche consiglio per risparmiare). «Per avere un'idea dell'impatto delle temperature sui consumi, ad ogni grado in più sopra i 25 gradi, i tecnici stimano un aumento della domanda elettrica tra gli 800 e i 1.000 megawatt. Il primato di ieri conferma il trend in atto ormai da vari anni, cioè il graduale avvicinamento, prima, e il sorpasso poi, avvenuto nel 2006, della punta estiva di fabbisogno rispetto a quella invernale». Al  momento della punta massima, il fabbisogno nazionale è stato coperto da una produzione da fonte rinnovabile prossima al 40 per cento. «Il sistema elettrico nazionale, grazie agli investimenti realizzati per lo sviluppo della rete e all'innovazione tecnologica - ha concluso Terna - ha risposto in modo efficace anche in quest'occasione, confermando la piena integrazione e la gestione in sicurezza delle energie rinnovabili che vengono immesse in rete in modo variabile e intermittente. L'andamento meteo per la giornata odierna conferma il trend di consumo degli ultimi giorni».