28 marzo 2020
Aggiornato 18:30
Alimentazione e salute

In Italia si mangia troppa poca frutta e verdura

In meno di quindici anni gli acquisti di ortofrutta sono diminuiti di quasi il 30%. E la riduzione dei consumi riguarda soprattutto le nuove generazioni, con ben il 22% dei genitori che dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura quotidianamente

ROMA - Cia e Vas lanciano l'edizione 2014 di «Mangiasano» con lo slogan «Alimenti-amo», per dare un contributo per divulgare un nuovo modello alimentare «naturale». Sabato 24 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane, si parlerà dell'importanza dell'allattamento materno, visto che oggi nel Paese solo il 10 per cento dei neonati è allattato esclusivamente al seno per 6 mesi, come suggerito dall'OMS, ma anche di buone condotte alimentari (cibi sani, freschi, locali, biologici) contrapposte alle cattive abitudini alimentari (junk-food, fast-food, cibi pronti e omogeneizzati). 

FLESSIONE CONTINUA DI FRUTTA E VERDURA - «La flessione continua dei consumi di frutta e verdura in Italia è da 'allarme rosso' - ha dichiarato il vicepresidente vicario della Cia, Cinzia Pagni, nel corso della presentazione alla stampa della manifestazione - In meno di quindici anni gli acquisti di ortofrutta sono diminuiti di quasi il 30 per cento, passando dai 450 chili a famiglia del 2000 ai 320 chili del 2013. E la riduzione dei consumi riguarda soprattutto le nuove generazioni, con ben il 22 per cento dei genitori che dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura quotidianamente, mentre al contempo cresce del 7 per cento il ricorso al 'junk food'. Questo non è solo un problema serio per i redditi degli agricoltori - ha sottolineato Pagni - ma un vero dramma per i riflessi che ha sulla salute pubblica. Oggi i costi sanitari di obesità e sedentarietà toccano, in Italia, 23 miliardi di euro all'anno. Più del 20 per cento dei bambini è in sovrappeso e il 10,4 per cento obeso. Quindi, circa un bambino su tre, tra i 6 e i 9 anni, ha problemi di alimentazione».

120MILA SOSTANZE NEL CIBO -  Sono circa 120.000 le sostanze chimiche che possono raggiungere il nostro corpo attraverso acqua, aria e cibo, secondo l'Agenzia europea per la Protezione dell'Ambiente. Se vogliamo tutelare la salute dei nostri bambini (e del nostro pianeta), quindi, ha aggiunto la vicepresidente nazionale dei VAS, Simona Capogna, «l'allattamento al seno e un maggiore consumo di frutta e verdura diventano imprescindibili per limitare l'esposizione a sostanze tossiche naturali, a fitofarmaci, a farmaci, a inquinanti (come diossina, metalli pesanti), a Organismi geneticamente modificati (Ogm)».

PRODOTTI FRESCHI E BIO - «Scegliendo frutta e verdura locale, fresca e biologica si riduce l'utilizzo di pesticidi (i cui costi sociali in Europa ammontano a 78 milioni di euro), di imballaggi, di trasporti, si favorisce uno sviluppo della comunità e una migliore conoscenza del territorio e dei suoi sapori - ha continuato Capogna -. Scegliendo l'allattamento al seno, si predilige l'alimento più sano e meno inquinato per il neonato, contenente sostanze protettive e stimolanti che aiutano a sviluppare un forte sistema immunitario, mitigando gli effetti dannosi dell'esposizione a residui chimici in utero e dopo la nascita. Attualmente, purtroppo, in Italia solo il 10 per cento delle mamme allatta in modo esclusivo al seno nei primi 6 mesi mentre il 50 per cento fa un allattamento misto con uno svezzamento precoce (e il 40 per cento non allatta affatto). Scegliere di introdurre da subito cibi industriali, inoltre, ha anche un costo notevole per le famiglie -ha concluso la Capogna-. Acquistando 2 omogeneizzati di carne e 2 di frutta si spendono circa 1.200 euro all'anno, senza contare l'inquinamento del processo industriale, degli imballaggi e del trasporto».

I CONSIGLI ALLE MAMME - Cia e VAS hanno quindi divulgato alcuni consigli pratici per mamme (in allattamento) e bambini (da 0 a 3 anni), ricordando una delle indicazioni più conosciute, ma anche più disattese, dell'OMS: il consumo di frutta e verdura. Simona Capogna e Cinzia Pagni hanno ribadito: «E' ormai risaputo che bambini e adulti dovrebbero consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, ma spesso non è chiara la quantità effettiva a cui si fa riferimento. Il metodo per fare il calcolo è molto semplice: una porzione corrisponde a quella contenuta in un pugno chiuso di una mano. La quantità dipende, quindi, da persona a persona e in modo grossolano possiamo dire che, per nel caso di bambini, si tratta di 70 grammi di verdura e 100 grammi di frutta».

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