4 dicembre 2020
Aggiornato 15:00
Commercio estero mondiale

Cina, frena l'export e il «quadro si complica»

Un sorprendente e pesante rallentamento del commercio con l'estero della Cina ha riportato in evidenza le ricadute negative che anche l'esuberante economia del gigante asiatico sta accusando a seguito del deterioramento mondiale e della debolezza dell'area euro

PECHINO - Un sorprendente e pesante rallentamento del commercio con l'estero della Cina ha riportato in evidenza le ricadute negative che anche l'esuberante economia del gigante asiatico sta accusando a seguito del deterioramento mondiale e della debolezza dell'area euro. Questa dinamica «complica il quadro» per le autorità del Dragone, rilevano gli analisti, che già da settimane vedevano salire le pressioni per l'adozione di misure espansive volte a sostenere la crescita. In particolare, nel più breve termine si potrebbero vedere mosse espansive dalla politica monetaria della banca centrale cinese.

SURPLUS IN CALO - A luglio il valore delle merci esportate della Cina è aumentato solo dell'1 per cento, a quota 176,9 miliardi di dollari, mentre quello delle importazioni è cresciuto del 4,7 per cento a 151,8 miliardi. In questo modo l'avanzo commerciale cinese si è assottigliato a 25,1 miliardi, a fronte di 31,48 miliardi nello stesso mese di un anno prima e 31,7 miliardi a luglio. Il dato peraltro si è rivelato in totale controtendenza rispetto alle attese degli analisti, che in media stimavano l'export in crescita dell8 per cento con un surplus commerciale aumentato a 35,2 miliardi.

LA CINA RALLENTA - I dati su import e export sono solo gli ultimi di una lunga serie che ha evidenziato un chiaro rallentamento del passo della Cina. Nel secondo trimestre la crescita del Pil della Cina ha segnato un rallentamento al 7,6 per cento su base annua, il valore più contenuto dalla recessione mondiale del 2008-2009, e da allora diversi altri indicatori hanno confermato questa tendenza.
«Il quadro si complica - sostengono gli economisti di Global Insight Ren Xianfang e Alistair Thornton -. L'attuale piano del governo appare del tutto inadeguato davanti alla perdita di abbrivio, più rapida del previsto, dell'export».

PROBABILE UN TAGLIO DEI TASSI - La Banca centrale, che solo a inizio anno era ancora tutta focalizzata a contrastare l'inflazione e i rischi di surriscaldamento del credito, con rialzi dei tassi e strette sui parametri prudenziali sulle banche, negli ultimi mesi ha invertito la rotta e ora ci si attende che possa effettuare altri tagli sui tassi.