15 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Il progetto comunitario presentato questo pomeriggio alla Camera di Commercio di Bari

Agronet mette in rete l’agroalimentare

Un network permanente che armonizzi strutture, procedure, strumenti operativi logistici, tecnologici e finanziari per gestire a livello di macro-area Adriatico-Ionica i flussi commerciali nella filiera

BARI - E’ di quasi sette miliardi di euro l’ammontare complessivo dell’export della Puglia nel 2010; 558 milioni solo di prodotti alimentari. Il 7% delle esportazioni pugliesi dell’agroalimentare in Europa si rivolgono a Albania, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Slovenia. Paesi che insieme all’Italia, attraverso il progetto comunitario Agronet, stanno costituendo una rete, un network permanente che armonizzi strutture, procedure, strumenti operativi logistici, tecnologici e finanziari per gestire a livello di macro-area Adriatico-Ionica i flussi commerciali nella filiera dell’agroalimentare. Obiettivo: facilitare la presenza delle piccole e medie imprese baresi e pugliesi su altri mercati e quindi dar ulteriore fiato all’export.

Agronet, coofinanziato dal Programma IPA Adriatico ed operativo dal 2013, è stato presentato questo pomeriggio alla Camera di Commercio di Bari ad imprenditori ed operatori del settore agroalimentare. L’ente camerale barese, attraverso l’azienda speciale Aicai, è partner del progetto, che vede Finest come capofila assieme alla Regione Puglia e conta in Italia sulla partnership di Venetoagricoltura, Informest, Confcooperative, Consorzio del Biferno e coinvolge sull’altra sponda dell’adriatico la Slovenia (Agenzia di sviluppo della Primorska), Croazia (Agenzia di sviluppo di Spalato-Dalmatia), Albania (Ministero dello Sviluppo) e Bosnia ed Erzegovina (OdRazalla crescita del sistema delle PMI e dell’interscambio).

«La vivacità dei flussi commerciali di import export tra questi Paesi e le regioni italiane costiere coinvolte – ha spiegato nel suo intervento il presidente dell’Aicai, Giancarlo Di Paola - ha fatto emergere la necessità di una maggiore cooperazione nel settore della logistica agroalimentare. Il sistema delle imprese dell’agroalimentare dell’Area dell’est Europa manca di sufficienti infrastrutture e dispone di servizi e strumenti operativi e finanziari inadeguati e obsoleti. Da parte italiana invece si dispone di know-how e tecnologie ma non si riesce ad interagire con gli enti e le imprese dell’ area balcanica. Da qui l’esigenza per lo sviluppo del settore e quindi delle imprese, di un superamento sistematico e coordinato dei gap strutturali, istituzionali ed economici che sono un freno non solo alla crescita del sistema delle PMI ma anche dell’interscambio».

Agronet, attraverso accordi, alleanze e intese tra i diversi soggetti pubblici e privati che agiscono nel settore costituirà una piattaforma condivisa di procedure per facilitare l’incontro fra la domanda e l’offerta. «Si tratta di dare una governance istituzionale ed economica all’agroalimenatre dell’adriatico – ha dichiarato Paolo Perin, responsabile marketing e progetti speciali di FINEST - con riferimento alla distribuzione e alla logistica, creando un sistema di cooperazione economica transfrontaliera adriatica per armonizzare gli aspetti tecnici, gestionali, finanziari e di servizi innovativi (certificazione) tra le due aree adriatiche (est e ovest), oltre che realizzare uno scambio di buone prassi a supporto dell’internazionalizzazione del sistema e delle imprese, proponendo accordi, alleanze e intese tra i diversi soggetti pubblici e privati che agiscono nel settore».

La Regione Puglia, dal canto suo, è già al lavoro. Sta difatti costituendo un «Osservatorio permanente per valutazione delle infrastrutture distributive», in continuità con le attività per il settore logistico, quali ad esempio il Distretto Produttivo della Logistica (DGR 2260 del 26 ottobre 2010), come ha evidenziato Annamaria Fiore, consulente tecnico Regione Puglia - A.R.T.I. Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione. «Attraverso l’Osservatorio – ha detto Annamaria Fiore - la Regione identificherà le strutture distributive ed infrastrutture (nodali e di rete, sia lato mare, sia lato terra), con una ricognizione sui servizi per ciascuna filiera attualmente presente e sviluppare una piattaforma logistica dove movimentare e stoccare prodotti agroalimentari, capace di attrarre i flussi di traffico ed organizzare una catena di trasporto intermodale. Ma l’Osservatorio costituirà anche una banca dati costantemente aggiornata sui soggetti già presenti nella filiera interessati allo sviluppo di attività logistiche connesse al settore agroalimentare tra le due sponde dell’Adriatico».

AGRONET, sulla scia dei risultati già ottenuti con il precedente progetto AGROKOVAR curato da CdC di Bari e Aicai, con riguardo alla Croazia, che aveva coinvolto 4 province pugliesi, ha obiettivi ambiziosi «ma soprattutto – ha concluso il presidente dell’Aicai, Giancarlo Di Paola – costituisce una opportunità concreta per tante piccole aziende di grande valore che operano sul nostro territorio nel settore agro- alimentare e della logistica e che in questo modo potranno entrare in un network di scambio e di cooperazione con le aziende presenti lungo le due sponde dell’Adriatico.»
Sono intervenuti all’incontro, anche Alessandra Camposampiero, vice presidente di Finest S.p.A e Guido Pizzamano, project manager Agronet.