23 ottobre 2019
Aggiornato 04:30
Siamo quello che mangiamo…e beviamo

Aglianico del Taburno&Caciocavallo di Castelfranco in Miscano

Si è conclusa domenica sera la I° rassegna nazionale sui fieni e le produzioni casearie di qualità

BENEVENTO - Si è conclusa domenica sera la I° rassegna nazionale sui fieni e le produzioni casearie di qualità a Castelfranco in Miscano (BN) che ha visto anche la partecipazione attiva dell’Associazione dei Produttori dell’Aglianico del Taburno.
Sempre attenta alle manifestazioni che tutelano il territorio e le produzioni di qualità, la presidente Patrizia Iannella ha preso parte al concorso di Castelfranco che si poneva come obiettivo quello di riflettere su «UN MODELLO D’INTERVENTO PER PRODURRE FIENI E PRODOTTI CASEARI DI QUALITÁ». Se è vero che siamo ciò che mangiamo, lo stesso vale per le mucche, dunque che mangino una semplice erba o diverse essenze presenti nei campi o un fieno ben raccolto e conservato, sarà determinante per la qualità complessiva del latte e quindi dei suoi derivati. Giurie di esperti hanno premiato il «miglior fieno» tra quello delle 69 aziende provinciali, regionali ed extra-regionali presenti e la miglior «accoppiata Formaggio-Fieno» tra quelli di 38 aziende partecipanti.

Dei fieni è stato valutato il numero di essenze, la polverosità, il colore, ed altre caratteristiche secondarie al fine di ottenere una prima valutazione che ponesse in evidenza il miglior fieno ed una seconda valutazione che relazionasse il fieno al prodotto derivato, quindi il formaggio (sono state considerate le specie bovine e ovine).
Sabato è stata la giornata dedicata ai laboratori Slow Food per sperimentare abbinamenti con i vini del Taburno, il primo ha visto protagonisti La treccia di Castelfranco in Miscano con Spumante di Falanghina delle aziende Az. Agr. Il Poggio, Cantine Iannella e Fontanavecchia. La treccia di caciocavallo era stata ottenuta dalla lavorazione di diversi tipi di latte, ossia latte di diverse razze bovine (frisona, bruna alpina e pezzata rossa). Con la ricotta, proveniente dalle stesse tipologie di latte sono stati abbinati Coda di Volpe di Nifo Sarrapochiello e di Terre d’Aglianico, Biancuzita Falanghina di Torre a Oriente.

Numerose le autorità, gli esperti ed i partecipanti, l’evento si è chiuso con l’ultimo laboratorio sul re dei prodotti caseari sanniti: Il caciocavallo di Castelfranco in Miscano in abbinamento naturalmente al re dei prodotti vitivinicoli della provincia: l’Aglianico del Taburno in versione rosato dell’azienda Terre d’Aglianico e rosso delle Cantine Dormiente e Tora. Si è lavorato su tre tipologie di caciocavallo della stessa stagionatura, 5 mesi, provenienti da latte di razze diverse (le stesse delle precedenti). La tipicità di questo caciocavallo è soprattutto nella tecnica di lavorazione che prevede l'utilizzo della scotta bollente, cioè il siero dal quale è stata estratta la ricotta, per operare la maturazione della cagliata. La presentazione dei formaggi è stata a cura di Mariagrazia Marchetti della condotta Slow Food Tammaro e dei singoli produttori, l’abbinamento e la descrizione dei vini e delle aziende di Torrecuso del Presidente dell’Associazione Aglianico del Taburno Patrizia Iannella.
Donne, qualità e territorio una ricetta che sarà anche protagonista dell’edizione 2011 di Vinestate a Torrecuso dal 2 al 4 settembre: La Vigne en Rose.