5 dicembre 2019
Aggiornato 18:30
Assemblea Confesercenti

Venturi: Un milione di imprese sotto il ricatto della mafia

Il Presidente di Confesercenti: «A Maroni chiediamo un grande patto nazionale contro la criminalità»

ROMA - Ogni anno circa un milione di imprese è costretto a confrontarsi con le organizzazioni criminali e si ritrova alle prese con «un'asfissiante pressione mafiosa» che pretende «ora il pizzo, ora un prestito usuraio ed altre volte vuole imporre merce, servizi, assunzioni di manodopera». A lanciare l'allarme è il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, che, in occasione dell'assemblea annuale dell'Associazione, ha chiesto al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, un grande patto nazionale contro le mafie.

«Le mafie sono agenti economici presenti anche nel centro-nord» - «Dobbiamo avere il coraggio di affermare - ha detto Venturi - che oggi le mafie sono diventate agenti economici fortemente compenetrati nell'economia meridionale, ed ormai significativamente presenti anche nel centro-nord». Nonostante i successi delle forze dell'ordine, «la nostra preoccupazione rimane alta perché i condizionamenti criminali si estendono alla filiera agroalimentare, alla logistica, all'autotrasporto, ai giochi ed alle scommesse», ha aggiunto. Tutto ciò «senza contare i costi delle rapine, dei furti e del prosperare della contraffazione».

Ecco perchè il numero uno della Confesercenti ha chiesto a Maroni «un nuovo grande patto nazionale contro le mafie che coinvolga le grandi confederazioni dell'impresa, i sindacati, l'associazionismo sociale e quello antiracket, nonché il mondo della comunicazione e della cultura». Nel patto «chiediamo che ci siano misure mirate a rendere effettivamente conveniente la denuncia». E in questa direzione spetta alla «politica» dare l'esempio: «non candidi persone compromesse, non cerchi i loro voti, non li favorisca negli appalti e soprattutto gli elettori non votino chi fiancheggia o è colluso con la criminalità», ha auspicato Venturi.