2 dicembre 2021
Aggiornato 22:00
Trentasettesima conferenza FAO

Papa: La fame e la povertà sono figlie di egoismo e speculazioni

Appello del Pontefice alla Fao: Non si può tacere, il profitto nega il diritto a vivere. Urgente modello sviluppo solidale condiviso con al centro l'uomo

ROMA - «Il momento di crisi che investe ormai tutti gli aspetti della realtà economica e sociale domanda, ogni sforzo per concorrere ad eliminare la povertà, primo passo per liberare dalla fame milioni di uomini, donne e bambini che mancano del pane quotidiano». E' il nuovo appello di Papa Benedetto XVI a deballare povertà e fame nel mondo, rivolto nel corso del discorso alla alla trentasettesima conferenza della Fao, i cui partecipanti sono stati ricevuti in udienza.

«Una completa riflessione, però, - ha ammonito il Pontefice- impone di ricercare le cause di tale situazione non limitandosi ai livelli di produzione, alla crescente domanda di alimenti o alla volatilità dei prezzi: fattori che, sebbene importanti, rischiano di far leggere il dramma della fame in chiave esclusivamente tecnica». Perchè «laa povertà, il sottosviluppo e quindi la fame sono spesso il risultato di atteggiamenti egoistici che partendo dal cuore dell'uomo si manifestano nel suo agire sociale, negli scambi economici, nelle condizioni di mercato, nel mancato accesso al cibo e si traducono nella negazione del diritto primario di ogni persona a nutrirsi e quindi ad essere libero dalla fame».

«Come possiamo tacere - ha denunciato il Pontefice- il fatto che anche il cibo è diventato oggetto di speculazioni o è legato agli andamenti di un mercato finanziario che, privo di regole certe e povero di principi morali, appare ancorato al solo obiettivo del profitto? L'alimentazione è una condizione che tocca il fondamentale diritto alla vita».

«Garantirla - ha affermato ancora Papa Ratzinger - significa anche agire direttamente e senza indugio su quei fattori che nel settore agricolo gravano in modo negativo sulla capacità di lavorazione, sui meccanismi della distribuzione e sul mercato internazionale. E questo, pur in presenza di una produzione alimentare globale che, secondo la Fao e autorevoli esperti, è in grado di sfamare la popolazione mondiale».

«Il quadro internazionale e le ricorrenti apprensioni determinate da instabilità e dall'aumento dei prezzi - ha sottolineato ancora il Pontefice nel suo discorso alla Fao- domandano risposte concrete e necessariamente unitarie per conseguire risultati che singolarmente gli Stati non possono garantire. Questo significa fare della solidarietà un criterio essenziale per ogni azione politica e strategia, così da rendere l'attività internazionale e le sue regole altrettanti strumenti di effettivo servizio all'intera famiglia umana ed in particolare agli ultimi».

«È cioè urgente - ha sottolineato Papa Benedetto XVI- un modello di sviluppo che consideri non solo l'ampiezza economica dei bisogni o l'affidabilità tecnica delle strategie da perseguire, ma anche la dimensione umana di ogni iniziativa e sia capace di realizzare un'autentica fraternità, facendo leva sul richiamo etico a «dar da mangiare agli affamati» che appartiene al sentimento di compassione e di umanità iscritto nel cuore di ogni persona e che la Chiesa ha inserito tra le opere di misericordia».

«In tale prospettiva - ha ammonito- le istituzioni della Comunità internazionale sono chiamate ad operare coerentemente al loro mandato per sostenere i valori propri della dignità umana eliminando atteggiamenti di chiusura e senza lasciare spazio a istanze particolari fatte passare come interessi generali». E «anche la Fao è chiamata a rilanciare la propria struttura liberandola da ostacoli che l'allontanano dall'obiettivo indicato dalla sua Costituzione di garantire la crescita nutrizionale, la disponibilità della produzione alimentare, lo sviluppo delle aree rurali, così da assicurare all'umanità la libertà dalla fame».

E «in questo impegno - ha detto ancora il Papa- diventa essenziale una piena sintonia dell'Organizzazione con i Governi nell'orientarne e nel sostenerne le iniziative, specialmente nell'attuale congiuntura, che vede ridursi la disponibilità di risorse economico-finanziarie mentre il numero di affamati nel mondo non diminuisce secondo gli obiettivi sperati».