30 ottobre 2020
Aggiornato 02:30
Nominato il nuovo direttore della FAO

Coldiretti: «Da Silva parta dal grano»

«Valori dimezzati rispetto a quelli raggiunti con il record storico nel febbraio 2008»

ROMA - Il nuovo direttore dovrà partire dal prezzo del grano che è sceso a quotazioni minime da una anno, su valori dimezzati rispetto a quelli raggiunti con il record storico nel febbraio 2008. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base delle quotazioni rilevate al Chicago Board of trade dove il grano per consegna a settembre è quotato attorno ai 6,6 dollari per bushels, nell’augurare buon lavoro al nuovo direttore generale della Fao il brasiliano Jose' Graziano Da Silva. Contrastare l'insostenibile volatilità dei prezzi agricoli che danneggia imprese agricole e consumatori è - sostiene la Coldiretti - la prima emergenza che deve affrontare il nuovo direttore così come recentemente evidenziato dal G20 dell'agricoltura di Parigi.

L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è - sottolinea la Coldiretti – sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia dove hanno provocato una insostenibile volatilità dei prezzi che mette a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. L'emergenza alimentare - sostiene Coldiretti - non si risolve certo con i prezzi bassi all'origine per i produttori perché questi non consentono all'agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è più in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Si tratta degli effetti drammatici di una globalizzazione senza regole che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi con effetti che vanno al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi più poveri fino alla speculazione sulle materie prime. Garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che - continua la Coldiretti - va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune.

Occorre investire nell'agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all'omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall'estero. Alle agricolture di tutto il mondo - conclude Coldiretti - devono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori