11 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Crack Parmalat

Parmalat, oggi a Milano sentenza per 4 banche estere

Il Pm aveva chiesto confische per 120 mln e multe per 3,6 mln. Il processo era stato aperto nel gennaio del 2008

MILANO - Oggi a Milano i giudici della seconda sezione penale del Tribunale emetteranno la sentenza del processo a carico di 4 banche estere e dei loro funzionari accusati di aggiotaggio in relazione al crac del gruppo Parmalat.
La Procura di Milano aveva chiesto la condanna dei manager e delle banche Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e Deutsche Bank, imputate in virtù della legge 231 sulla responsabilità degli enti giuridici, per il ruolo che hanno avuto nella vicenda.

Il pm aveva chiesto confische per quasi 120 milioni di euro, oltrechè una sanzione di 900 mila euro per ognuna di esse. In particolare a Citigroup è stata chiesta una confisca di 70 milioni di euro, a Bofa di 30 milioni, a Morgan Stanley di 5,9 milioni e a Deutsche Bank di 14 milioni.
Inoltre, il Pm Eugenio Fusco, sostenendo l'accusa assieme al collega Carlo Nocerino e al procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, aveva chiesto condanne che vanno da un anno a un anno e 4 mesi, con la concessione delle attenuanti generiche perchè incensurati, per i manager coinvolti nella vicenda del crac Parmalat: si tratta di Carlo Pagliani, Paolo Basso (entrambi di Morgan Stanley), Marco Pracca, Tommaso Zibordi (Deutsche Bank) e Paolo Botta (di Citibank). È stato chiesto invece il non doversi procedere, perchè il reato è estinto per prescrizione, per Giaime Cardi (Credit Suisse).

Il processo era stato aperto nel gennaio del 2008, mentre l'inchiesta - che a Milano rappresenta il secondo filone sul caso Parmalat - era stata chiusa nel maggio del 2005. Parte civile sono circa 40 mila risparmiatori Parmalat, di cui oltre 30 mila rappresentati da Carlo Federico Grosso, che difende gli ex obbligazionisti Parmalat del gruppo bancario San Paolo Imi.