25 settembre 2020
Aggiornato 09:30
Commercio

Boom di vendite nei mercati agricoli (+28%)

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sulle vendite al dettaglio nel 2010

ROMA - In controtendenza rispetto all’andamento generale delle vendite aumenta la spesa nei mercati degli agricoltori che nel 2010 fanno registrare un vero boom con una crescita del 28 per cento delle strutture attive, dove durante l’anno hanno fatto acquisti ben 8,3 milioni di italiani. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sulle vendite al dettaglio nel 2010 che fanno registrare un andamento stagnante sul quale pesano i cali degli alimentari (-0,3 per cento). L’affermazione dei mercati degli agricoltori DI Campagna Amica sta facendo emergere in Italia - sottolinea la Coldiretti - tre linee di tendenza chiare come la ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e prezzo, la percezione della responsabilità sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto e il rapporto tra il cibo ed il territorio con il riconoscimento del valore che ha l’identità territoriale delle produzioni.

Nel corso del 2010 - sottolinea la Coldiretti - sono saliti a 705 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica aperti, per un totale di 25.115 giornate di apertura (+148 per cento) durante le quali hanno venduto di persona i propri prodotti ben 16mila imprenditori agricoli. I prodotti più acquistati nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica sono nell’ordine - rileva la Coldiretti - la verdura, la frutta, i formaggi, i salumi, il vino, il latte, il pane, le conserve di frutta, la frutta secca, i biscotti ed i legumi, con una spesa media di circa 26 euro per visita. Estremamente elevato il grado di soddisfazione che è alto per il 75 per cento degli acquirenti, medio per il 20 per cento mentre solo per il 2 per cento è basso ed un 3 per cento non risponde. Il giudizio positivo - sostiene la Coldiretti - è confermato dal fatto che ben il 91 per cento dei clienti è propenso a consigliare questa forma di acquisto ad altri, con il passaparola che è stato fino ad ora l’unica forma di «pubblicità» adottata per far conoscere i mercati.