27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Ford OK, Cit Group KO

Gli USA esultano, Ford torna in utile

Un miliardo di utile nel terzo trimestre. Risultato oltre le previsioni

Oggi dagli Stati Uniti sono arrivate le classiche due notizie, una buona e una cattiva.
Cominciamo dalla cattiva. Cit Group ha gettato la spugna e ha chiesto la procedura fallimentare.
Dopo mesi di incertezze e oltre due miliardi e mezzo di dollari riversati nelle sue casse dal Tesoro americano si è capito che non avrebbe potuto più farcela. Con i suoi 71 miliardi di dollari di attività è la quinta bancarotta per ordine di grandezza della storia. Inoltre era il gruppo bancario specializzato nei finanziamenti alle piccole e medie imprese statunitensi. Insomma un grattacapo in più per la Casa Bianca, che non ha mai nascosto, anche quando annunciava l’uscita dalla crisi, di temere altre brutte sorprese. Evidentemente sapeva cosa si nascondeva dietro l’angolo di uno dei gruppi bancari più grandi al mondo. Staremo a vedere che cosa si trascinerà dietro.

Ma ora andiamo alla notizia buona: la Ford è tornata all’utile ed un utile sostanzioso.
Quasi un miliardo di dollari nel terzo trimestre per la casa automobilistica american, che parla di un rafforzamento della sua quota sul mercato interno, a cui si sono aggiunti i benefici del programma di incentivi alle rottamazioni di auto. E ora il gruppo conta di mettere a segno un risultato «solidamente redditizio» nel 2011, laddove in precedenza si limitava ad affermare che avrebbe dovuto pareggiare il bilancio o segnare utili.

RISPARMI PER 1 MILIARDO - Nel terzo trimestre Ford Motor ha realizzato un utile netto da 997 milioni di dollari, pari a 29 cents per azione, a dispetto di un calo da 800 milioni sul fatturato totale rispetto all«analogo periodo di un anno prima. La divisione nord americana ha registrato un risultato operativo positivo per 357 milioni, è la prima volta che accade dal primo trimestre del 2005. Complessivamente i piani di tagli dei costi hanno consentito di risparmiare al gruppo 1 miliardo di dollari nel periodo in esame.

CRISI SETTORE AUTO USA - Possiamo ben dire che Barack Obama avrà più di una ragione per rallegrarsi della resurrezione della Ford. Quando si trattò di salvare l’industria automobilistica degli Usa sull’orlo del baratro dovette superare non poche pressioni da parte di chi lo accusava di adottare pratiche socialiste. Ora Ford per prima conferma la validità dell’intervento. E’anche vero che fra i tre marchi storici di Detroit Ford era quella messa meglio, tanto da permettersi di rifiutare l’ingresso del Tesoro governativo nell’azionariato, come invece si è verificato per General Motors e Chrysler. Ma la mano dello Stato si è comunque sentita anche in Ford: ha impedito che una situazione difficile degenerasse e ha contribuito alla riscossa. Va detto infine che la partita anche per Ford non si può dire vinta: bisognerà vedere se i risultati raggiunti in questa ultima fase del 2009 reggeranno anche al reflusso inevitabile che si verificherà quando finiranno gli incentivi pubblici alla rottamazione.

Intanto anche Wall Street ha salutato bene il ritorno in pista del marchio simbolo dell’auto Usa. Il resto si vedrà.