6 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Scudo fiscale

La Svizzera «stoppa» i negoziati con Italia su doppia imposizione

Dopo controlli della Guardia di finanza su banche svizzere

ZURIGO - La Svizzera ha interrotto i negoziati in corso con l'Italia per un accordo sulla doppia imposizione: lo ha reso noto il presidente della Repubblica federale e ministro delle Finanze, Hans-Rudolf Merz, intervistato dal quotidiano elvetico Blick.

OPERAZIONE «DISCRIMINATORIA» - «Da parte nostra l'accordo era vicino alla ratifica, ma interromperemo i negoziati fino a nuovo ordine», ha spiegato Merz dopo che martedì scorso un'operazione della Guardia di Finanza aveva controllato 76 filiali di banche svizzere e di uffici bancari collegati a intermediari elvetici o situati nei pressi di San Marino. Un'operazione che la Svizzera ha definito «discriminatoria»: «Esistono indicazioni secondo le quali il fisco italiano agisce in Svizzera: ciò non è permesso ed è deplorevole, non accetteremo di essere spiati da degli stranieri», ha affermato Merz.

IN BALLO 300 MILIARDI DI FRANCHI - Il presidente elvetico ha comunque assicurato che la Confederazione non vuole un inasprimento delle tensioni con l'Italia. «Ora - ha concluso - aspetto di vedere come reagisce Tremonti». Secondo la stampa svizzera le attività in gestione presso la piazza finanziaria ticinese nel 2008 sono cresciute a quota 400 miliardi di franchi, 300 miliardi dei quali sono legati alle attività frontaliere con l'Italia.

SCUDO - Il condono fiscale varato dal governo potrebbe permettere il ritorno in Italia di circa 100 miliardi di euro, due terzi dei quali - si stima - provenienti proprio dalla Svizzera.

IERI LA NOMINA DI RESPINI - La Svizzera appronta le prime contromisure allo scudo fiscale italiano. Dopo i «recenti attacchi» alla piazza finanziaria ticinese la Confederazione Svizzera ha ora un consulente politico per le questioni fiscali che fa da tramite fra Berna e il Ticino in relazione al varo dello scudo fiscale in Italia.
Si tratta dell'ex consigliere di Stato ed ex senatore Renzo Respini. Lo ha nominato il presidente della Confederazione e ministro svizzero delle finanze Hans-Rudolf Merz. Respini assume il mandato con effetto immediato, come ha comunicato il Dipartimento federale delle finanze (DFF).

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