19 giugno 2021
Aggiornato 01:30
Obiettivo svecchiare la classe docente

A Bologna l'università manda a casa i docenti over 70

Possono restare solo quelli delle discipline sotto organico

BOLOGNA - Svecchiare la classe docente. E' l'obiettivo del provvedimento adottato dall'università di Bologna, secondo il quale degli accademici a fine a carriera, dai 65 ai 70 anni a seconda delle categorie, potranno restare in servizio per altri due anni solo quelli che afferiscono a settori disciplinari che nell'ateneo presentano particolari carenze di organico, o che coordino progetti di ricerca internazionali.

L'atto di indirizzo, adottato oggi dal senato accademico all'unanimità, recepisce la decisione del Consiglio di Stato, che aveva bocciato un provvedimento ancora più generalizzato, per cui l`ateneo aveva inizialmente optato. Le domande di proroga biennale saranno valutate una a una dal rettore. La valutazione riguarderà tutte le nuove domande e le 67 già pervenute, 44 per il biennio 2009-2011 e 23 per il biennio 2010-2012, indifferentemente dal ricorso dei richiedenti alla giustizia amministrativa contro l`iniziale respingimento.

Il senato ha inoltre approvato un regolamento che apre le porte ai ricercatori a tempo determinato, che dal prossimo anno, finanziamenti esterni permettendo, andranno ad aggiungersi a quelli di ruolo già programmati. La retribuzione non sarà inferiore a 34.800 euro lordi l`anno, più o meno quella che percepisce un normale ricercatore ad inizio carriera.

I contratti, finalizzati alla conduzione di specifici progetti di ricerca finanziati da soggetti pubblici o privati esterni all`ateneo, andranno da un minimo di un anno ad un massimo di tre e potranno essere rinnovati una sola volta fino ad un massimo di 6 anni. La selezione sarà affidata a commissioni di almeno tre membri e sarà aperta a candidati in possesso di dottorato di ricerca, laurea specialistica o magistrale, o che siano comunque dotati di elevata qualificazione scientifica.

Ancora prematura, secondo il management dell`ateneo, ogni stima sul numero delle assunzioni, legate alle risorse esterne per la ricerca. La possibilità di assumere ricercatori a tempo determinato è prevista dalla legge 230 del 2005, per la quale manca però ancora il decreto attuativo. Il senato dell`Alma Mater ha deciso comunque di procedere, riservandosi in caso di adeguare le misure approvate stamattina alle future disposizioni nazionali.