20 gennaio 2022
Aggiornato 20:30
Più difficile la posizione del governo di Berlino

Opel: Magna vuole tagliare più posti di quanto detto

3000 licenziamenti in fabbrica, 1500 nell'amministrazione

BERLINO - Il fornitore austrocanadese Magna intende tagliare molti più posti di lavoro alla Opel in Germania di quanto finora non si pensasse: oltre 4.000, scrive oggi lo Spiegel online, citando fonti confidenziali. Oltre ai 3.000 posti che verrebbero eliminati in fabbrica, sarebbero anche cancellati 1.100 impieghi negli uffici amministrativi.

Questa ipotesi renderebbe ancora più difficile la posizione del governo di Berlino nel superare le perplessità della Commissione europea sulla conformità dei suoi aiuti all'azienda a condizione che non chiuda gli stabilimenti in Germania. Il governo di Berlino si è impegnato a sostenere il nuovo proprietario di Opel con 4,5 miliardi di euro (di cui 3 miliardi di garanzie e 1,5 miliardi per un prestito-ponte già concesso).

La condizione di non chiudere gli impianti sul territorio nazionale, sostiene Bruxelles, per un gruppo che ha fabbriche in altri Stati membri, equivale infatti a spingerlo a chiudere queste ultime, violando così le norme Ue del mercato unico e quelle sugli aiuti di Stato.

Il primo Stato membro a sentirsi nel mirino è il Belgio, per la sua fabbrica di Anversa (2.600 addetti), di cui un dirigente di Gm, ieri a Berlino, ha prospettato la chiusura. A fronte dei 4,5 miliardi di euro promessi dal governo tedesco, pesano evidentemente poco i finanziamenti pubblici per 500 milioni di euro offerti dalla regione delle Fiandre. Un altro impianto minacciato (si è parlato di sopprimere 1.700 posti di lavoro su 7.000) è quello spagnolo di Figueruelas, presso Saragozza. Nessun annuncio è stato fatto finora, invece, a riguardo della fabbrica di Gliwice, in Polonia.