23 ottobre 2019
Aggiornato 21:00
Stress lavorativo all'interno del gruppo France Telecom

Francia, ondata suicidi in azienda: aperto tavolo con sindacati

Venti dipendenti France Telecom si sono uccisi da febbraio 2008

PARIGI - Dopo una lunga serie di suicidi di dipendenti, France Telecom si impegna ad aprire in tempi rapidi un tavolo con i sindacati sullo stress lavorativo all'interno del gruppo. In una nota dopo un incontro con i lavoratori stamani, il gruppo di tlc afferma che le trattative verteranno sulla «declinazione all'interno del gruppo delle disposizioni dell'accordo interprofessionale sullo stress», concluso tra imprese e sindacati a luglio 2008.

Olivier Barberot, capo delle risorse umana di France Telecom ha incontrato le delegazioni di sei sindacati interni, che in una lettera al numero uno Didier Lombard a inizio agosto chiedevano di «prendere in considerazione» il problema della sofferenza sul luogo di lavoro e dei suicidi dei lavoratori e di avviare dei negoziati sul tema al rientro dalla pausa estiva.

Tre dipendenti del gruppo si sono suicidati nel corso dell'estate, portando a venti il numero di lavoratori France Telecom che si sono tolti la vita da febbraio 2008 a oggi, secondo l'«Osservatorio sullo stress e la mobilità forzata» istituito dai sindacati. Nello stesso periodo nel gruppo ci sono stati 12 tentativi di suicidio.

Uno dei tre suicidi di quest'estate, a Marsiglia, ha denunciato in una lettera il «sovraccarico lavorativo» e un «management del terrore» all'interno del posto di lavoro. Per l'ultimo caso di suicidio, a Besancon, i magistrati non hanno trovato nessun formale di causalità tra lo stress lavorativo e il suicidio, ma i sindacati mettono sotto accusa le condizioni di lavoro. L'uomo «era soggetto da diversi mesi a una mobilità forzata», spiega un sindacalista della Cgt «e gli era stato assegnato un incarico che riteneva squalificante».

I sindacati denunciano da diversi anni l'atmosfera di stress a France Telecom e le «pressioni» sul personale da quando il gruppo è stato privatizzato nel 2004, ma soprattutto dall'annuncio del piano di ristrutturazione che si è tradotto in 22.000 «dimissioni volontarie» tra il 2006 e il 2008.

La direzione di France Telecom «pienamente cosciente della necessità di rinforzare la prevenzione dei rischi psicosociali» ha promesso anche «il rafforzamento delle equipes di medicina del lavoro e il miglioramento della rete degli assistenti sociali», «il rafforzamento delle risorse umane di prossimità» e «la riconferma della possibilità di negoziati locali sulle misure di accompagnamento legate ai progetti di evoluzione dell'organizzazione», si legge nella nota. L'analisi «delle circostanze dei drammi individuali avvenuti nel corso dellì'estate mostra che il forte coinvolgimento e il sostegno dei dirigenti locali dei lavoratori che hanno attentato alla loro vita sfortunatamente non hanno potuto evitare un esito tragico», sostiene l'azienda.